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Lug
30

La brezza di Olimpia di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Nella calura inesorabile che prosegue, giunge da Londra un refolo olimpico che ci dà sollievo ed esalta. Gli ori conquistati sin dalla prima giornata sono stati oltre ogni attesa. Unica, perché senza precedenti, la vittoria nel fioretto –con il pieno di oro, argento e bronzo delle nostre ragazze- ma anche quello centrato dalla nostra squadra di arcieri, che ha prevalso all’ultimo colpo . Fanno impressione queste vittorie italiane in sport “poveri”, lontani dai riflettori e dai clamori degli sponsor e dall’esasperazione della pubblicità e del tifo miliardario. Una Italia che quasi ignoriamo, che al massimo siamo portati a considerare minore, ma che simboleggia invece la spina dorsale del Paese, quello che fatica, resiste e continua a non avere paura del futuro.

Le Olimpiadi sono straordinarie anche per questo e si capisce perché miliardi di persone ne restino affascinate nei differenti continenti. Nell’antica Grecia durante lo svolgimento dei giochi si fermavano le armi e le competizioni degli atleti prendevano il posto dei combattimenti e delle guerre. Oggi purtroppo non accade e l’invito e l’auspicio della Nazioni Unite non trovano ascolto. Si continua a combattere in molte aree del mondo e vittime incolpevoli perdono la vita in Siria e in Nigeria, nel Mali e nell’Ogaden tra Etiopia, Eritrea e Somalia. Non soltanto perché l’elenco potrebbe essere più lungo, anche tenendo presente la tempesta che travaglia l’Europa e la precarietà politica dell’Italia, dove le maggiori forze politiche non riescono nemmeno a trovare l’intesa per cambiare il porcellum che pure tutti giudicano una sconcezza. Meno male che nessuno può privarci del grande evento delle Olimpiadi e che possiamo goderci in silenzio anche le lacrime dei nostri ragazzi sul podio di Londra mentre il tricolore sale sul pennone più alto.

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