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Dic
05

La caduta del cerchio magico firenzese

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Quanto pare questo referendum, oltre il risultato, ha dato una visione che l’elettorato non si appisolato bensì si è presentato alle urne con percentuali di tutto rispetto, quindi ha sentito il dovere civico di esprimere la propria volontà; ma è stato un referendum alla persona che non a quanto prometteva di cambiare in maniera raffazzonata.
E’ riuscito a rendersi inviso in poco più di mille giorni, a differenza del mummificato d’Arcore che ci sono voluti venti anni, quello più eclatante che è riuscito a coagulare la famosa accozzaglia (Renzi dixit), tra la Lega, Transfughi del PD, Fratelli d’Italia, cespugli vari ed i resti dell’armata berlusconiana.
Un fronte comune conto l’arcinemico di Rignano sull’Arno, reo di ogni malefatta ai danni del pase salvo terremoti, inondazioni ed epidemie varie; adesso è salito a Place de Greve e la sua testa caduta con le dimissioni.
Quello che si paventava di disastri economici, speculazioni selvagge ed ogn’altro evento catastrofico, ad a oggi niente di tutto ciò; il paese sta vivendo il suo tran tran nell’attesa di come i politici reagiranno.
Difatti la grande coalizione adesso penserà ognuno al proprio orto, baldanzosi sul carro del vincitore a rivendicare i propri onori, guardandosi bene di fare delle vere riforme ed una legge elettorale decente; continueranno la guerra tra bande e venditori di fumo.
Nel paese resterà il vecchio motto: “cambiare tutto per non cambiare niente”, dai tempi di mani pulite ad oggi, il rincorrere quel sogno utopico che il paese cambi; sintanto che non sarà rispettato pedissequamente l’art. Articolo 54 della Costituzione:
Tutti i cittadini hanno il dovere di essere fedeli alla Repubblica e di osservarne la Costituzione e le leggi. I cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore, prestando giuramento nei casi stabiliti dalla legge.
Quindi cacciare via gli assenteisti cronici, gli inquisiti, i condannati in via definitiva; ridurre drasticamente prebende e benefit, niente più nominati ma eletti; tanto per dire qualche utopia ed allora «il re è morto, viva il re!».

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