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Lug
07

… la canzone del sole … di Francesco Briganti

dallarete01


“ … te stacco le braccia e te ce meno … “ ; “ … attento che ne prendi uno da me ed un altro dal muro … “; “ … stai rischiando un matrimonio di schiaffoni che il riso te lo buttano addosso già digerito … “ ed alla via così per rendere ad un possibile contendente la più immaginifica figurazione della sorte che lo attende continuasse a rompere i cosiddetti.
Ora detto a chiare le lettere che la violenza è sempre l’ultima delle risorse concepibili in un qualsiasi rapporto interpersonale, mi piace pensare che ad un minaccia si possa sempre rispondere in modo tale da non rappresentarsi come una vittima sacrificale; voglio, cioè, dire che in uno scontro: dal dialettico al pugilistico professionale, combattere ad armi pari dovrebbe essere la regola oltre che di decoubertiana memoria, di semplice ragione civile e sociale.
Non mi piacciono i martiri di professione; non reggo quelli che, inadatti a qualsiasi lotta, si costruiscono un’aura da perseguitati dal divenire; sono completamente intollerante con chi approfittasse di una propria caratteristica di non confessata viltà per giustificare chiunque se ne approfittasse; letteralmente odio coloro che fanno la voce grossa con i deboli e sono la quintessenza della vigliaccheria con i potenti ed io sono, perciò, un corpo estraneo all’insieme medio e codificato italiano.
Chiunque volesse, ragionando in proprio e senza particolari dipendenze da qualcuno o da qualcosa, riuscirebbe, dopo una attenta analisi socio-politica-economica del “ ESSERE ITALIANO “, ad evidenziare a sé quanto seguaci del “ porgi l’altra guancia “ siano i cittadini di questa nazione:
“ bersagliati, da sempre o quasi, da tutti coloro che li hanno governati dale Alpi a Pantelleria si può solo parlare di “ eroi una tantum “ quando si andasse a ricercare episodi ricorrenti di opposizione fattiva e costruttiva ad un qualsiasi esempio di abuso, di sopruso, di violenza sistemica e sistematica esercitata sui, variamente denominati, popoli di questo stivale: geograficamente quasi una condanna ad essere calpestati e tenuti sotto il tacco di chiunque spadroneggiasse con il proprio paio di scarpe “.
“ Il lunedì mattina è gia di per sé una rottura di “ appendici circolari a pendere per la gravità “; già la settimana ad entrare, per il caldo e per tutto il resto non è altro che la solita stantia storia “ di chi può e di chi non può “ e questo qui, non sapendo che fare, si aggiunge a questa nostra condizione: di vittime di ogni carnefice, così da renderci ancora più amara un’esistenza di per sé già squallida e desolante … “ .
Questo il pensiero, leggendo quanto fin qui scritto, di quei coloro che: non sanno come oggi accoppiare pranzo e cena; non hanno la possibilità di fare una vacanza da tempo immemorabile oramai; che si struggono nel dilemma: “ faccio le analisi o spero in Dio?”; di tutti coloro, insomma, che vigliacchi adattatisi alle regole di un sistema o meglio del “ SISTEMA ITALIA “ LASCIANO CHE DEI POLITICANTI, SENZA DIGNITA’ ED ONORE, ALCUNO FACCIANO DELLA LORO VITA SCEMPIO E PROPRIO DIVERTIMENTO CONTINUO!.
“ Memento Mori “ diceva un monaco trappista ad uno splendido Massimo Troisi in un suo film e, nel dirlo, professava l’invito ad un pentimento dei peccati già non bastasse di per sé stessa una condizione da sfigati perennI.
Io a scrivere, invece, che frate trappista non lo sono di certo per la mia consueta abitudine a violare sistematicamente ogni regola a sembrarmi assurda, mi faccio però benedettino per tutt’altra evidenza: quella di incitare qualcuno ad una seria e legittima difesa personale!.
Sono solito AFFERMARE che:
“ … non si cambia un sistema seguendo le regole che quel sistema ha codificato per mantenere sé stesso … “
e di mio, per quanto questo possa nuocermi o apportarmi qualche vantaggio: indifferente quindi al e dal risultato, mi ci attengo strettamente ogni volta che è necessario.
Io credo, per quel che mai possa valere e contare per qualcuno, che anche solo fossimo quei sei milioni di poveri italiani, ad oggi certamente qualche milione in più, a gridare un basta determinato a cui seguisse una qualche coordinata azione di lotta costituzionale alla propria condizione, questo paese lo si cambierebbe nell’arco di poche settimane quando non fossero giorni o addirittura ore; non fosse che siamo il paese dei poeti, dei navigatori, e dei santi con questi ultimi, però di quella specie che …
non fa miracoli giacché già soddisfatti un tanto a bonus!.

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