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Giu
22

La casa di Josefa di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


A Josefa Idem alcuni giornali stanno dedicando molto maggior rilievo in questi giorni che non quando vinceva medaglie d’oro in serie per l’Italia nelle competizioni sportive internazionali. Ma non per la sua attività di ministro, bensì per un altro motivo: negli anni scorsi avrebbe risparmiato 600 euro sull’Ici mantenendo la residenza primaria nella casa in cui ha sempre abitato, in provincia di Ravenna, anche dopo che, con la nascita dei due figli, se ne è costruita lì accanto una nuova più grande, dove ha preso residenza suo marito. Inoltre la palestra privata allestita in quella casa, dove di norma si allenava, e dove ha sede legale una associazione sportiva, pare che difettasse di alcuni requisiti normativi, cosa ancora in corso di accertamento.
È probabile, ammette la stessa atleta e neoministro, che possa esserci qualche anomalia od omissione tecnico-burocratica, anche di tipo fiscale, di competenza del suo commercialista, da sanare e che in parte pare abbia già sanato tempo addietro. Ma resta la sproporzione tra questo eventuale neo e l’accanimento che contro di lei stanno mettendo in campo in particolare alcuni gruppi politici e alcuni mezzi di comunicazione fino ad autorizzare il leghista Borghezio ad investirla con volgari epiteti. I direttori di alcuni giornali, cheimperversano in tutte le trasmissioni televisive impugnando la bandiera berlusconiana contro la tassa sulla casa, ora usano proprio questa (benché c’entri poco o nulla) come arma contro Josefa Idem. La cui colpa principale, ai loro occhi, è di appartenere al Pd. Alla faccia delle “larghe intese”.

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