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Mar
24

La chiave del Papa di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


La chiave del Papa di Stefano Clerici
Un sabato davvero speciale, quello di ieri. E’ stato il sabato di tre Papi. Nello stesso momento in cui a Castelgandolfo si incontravano, prima volta nella storia, Benedetto XVI e Francesco – due (veri) papi, entrambi vivi e vegeti – a Roma, a piazza del Popolo il terzo “Papa”, quello autodefinitosi “unto dal Signore”, faceva il suo “discorso della montagna” (che è poi la collinetta del Pincio) ai fedeli convenuti numerosi a chiedere ogni sorta di “miracolo” e a ringraziarlo per il solo fatto di esistere.
Mentre a Castelgandolfo Ratzinger e Bergoglio si inginocchiavano uno accanto all’altro per pregare, in segno di fratellanza, il terzo Papa arringava la folla scatenandosi contro gli infedeli, vale a dire tutti coloro che osano contrastare il suo verbo. Il Muro di Berlino è crollato da un pezzo (e grazie a un Papa vero) ma questo “terzo papa” continua a far finta di vivere fuori del tempo: “Mi dicono che non devo dare del comunista a tutti – ha detto – ma non è colpa mia, sono loro che sono comunisti e che sono da tutte le parti”. “A forza di vedere così tanti comunisti in tutti gli studi televisivi – ha aggiunto da buon barzellettiere – mi sono venuti gli occhi rossi e la congiuntivite”.
E poi giù botte a Monti che, dopo essere stato “supino davanti alla Germania”, ha ora “umiliato e ridicolizzato l’Italia” con la vicenda dei due marò costretti a rientrare in India. Sotto al palco, gente con striscioni del tipo “Cosentino libero” oppure “siamo tutti impresentabili”.
La verità è che questo “terzo papa” ha il terrore del Conclave. O meglio, ha il terrore che qualcuno dopo aver chiuso la porta poi butti la chiave.

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