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Dic
19

La chiesa e il suo lento declino


Sappiate che chi scrive è un cristiano convinto tirato su “dalle monache” e fiero di averlo fatto ringraziando i miei genitori per la possibilità offertami. Santa Marta è stata le mie medie e superiori ed il ricordo che ho di quella scuola è vivo e presente ogni momento della giornata dalla preside Suor Damiana a tutti i professori avuti che hanno reso indelebile il mio apprendistato e sopratutto la mia visione di una scuola vera. Ogni mattina recitavamo una preghiera collettiva nei corridoi, una preghiera che sapeva di buono, di vero, una preghiera che ci ammoniva per i nostri comportamenti futuri e che dava un reale significato alle parole dette. La messa non era mai un peso perchè era la Santa Messa e il prete che la officiava era un prete che ogni tanto ti tirava qualche zuppa se avevi pensieri impuri, perchè da che mondo è mondo le seghe sono un peccato. Era questa la semplicità e la forza della chiesa nell’affermare cose “banali” ma allo stesso tempo vere e ti saresti stupito se non te l’avessero dette, anche se poi alla vista di una suora ci si toccava dicendo “tua!”. Ma in quella scuola gestita egregiamente dalle suore c’era tutto quello che ti serviva per crescere come un buon cristiano senza troppi fronzoli, senza troppi dubbi, ma solo con reali certezze. Credo di essere stato uno dei primi a portare del “ritmo” alla messa improvvisando un piccolo gruppo di amici per musicare i canti, quegli stessi canti che oggi rieccheggiano nei miei spettacoli. Tutto quello che faccio oggi è nato da li e pregherò Iddio affinche i miei figli possano avere lo stesso trattamento. Ma è causa di qui ricordi che oggi mi sono trasformato in un cristiano non praticante. Volutamente non ho battezzato i miei figli perchè i sacramenti sono diventati uno show, un business. Oggi i preti fanno politica, ma non quella che hanno sempre fatto, quella storica. Oggi la politica dei preti si ciba della politica “sporca”, quella del becerume, quella che vorrebbe una chiesa “aperta” ai cambiamenti generando ibridi senza senso. La messa in discussione del nostro crocefisso nelle aule, l’accettare il matrimonio tra essere dello stesso sesso, augurare la morte a un politico. Oggi la chiesa accetta anche i bestemmiatori, quelli che una volta venivano banditi se non si redimevano. Oggi in chiesa ci vanno “tutti”, anche le persone che fino a 20 anni fa non si sarebbero mai sognate di farlo, perchè consideravano la chiesa bigotta e limitata. Oggi il cattolicesimo si interroga sulla sua vera identità cercando di “vendersi” al miglior offerente per raccogliere consensi trasversali ma di fatto rinunciando ai valori che lo hanno generato. Ed è incredibile come nella “patria” del Papa non ci siano regole ferree e si permetta ad un altra religione, l’Islam, di sopraffarci così con tutte le sue contraddizioni e regole agli antipodi dalle nostre. Dall’altra parte del mondo, in Australia sei ben accetto solo se riconosci la religione ufficiale, il cattolicesimo, senza avanzare alcuna pretesa nel professare la tua. Nelle chiese deve tornare quel sano “rigore” da chiesa, il prete burbero ma vero, un prete giovane ma custode di antiche tradizioni che poi sono quelle che sono rimaste per i secoli. Oggi assistere ad un battesimo o ad una comunione sembra di assistere ad una puntata di Amici tanto è il caos generato dai telefoni e dalla macchine fotografiche. La chiesa è giusto che si trasformi e che sia anche su internet, ma non è giusto che sia completamente stravolta la “parola di Cristo” perchè sarebbe veramente cosa buona e giusta ritornare a credere per credere e non perchè ci fa comodo.

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