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Gen
16

La Concordia della politica


E’ incredibile di come alcuni fatti, taluni luttuosi, altri meno si possono rapportare a situazioni che rispecchiano l’andamento politico delle cose. A parte l’ovvio parallelismo con il Titanic 100 anni fa, il naufragio della Concordia mette in evidenza un pò tutta la debolezza della struttura italia (il minuscolo è dovuto dal declassamento). Senza voler fare troppi giri di parole o essere troppo narrativo e drammatico della cronaca (per quello ci sono già i giornalisti) la vicenda assume degli aspetti veramente interessanti da sottolineare. In primis l’atteggiamento responsabile del capitano che, come tutti ben sappiamo, dovrebbe essere l’ultimo ad abbandonare la nave. Questo sia per statuto ma anche per una legge morale aggiungo io, in quanto oneri e onori spettano sempre a chi ha più responsabilità o almeno ha fatto di tutto per averle. Invece, il buon capitano, quatto quatto, come i politici odierni, ha pensato bene di abbandonare la nave prima degli altri per poi mettersi seduto sullo scoglio ad assistere al suo misfatto, lasciandosi (si narra) alla più classiche delle escalmazioni (in dialetto): “…e che sò più fess…ue!”. Bravo comandante, sicuramente hai studiato a Montecitorio dove la sono maestri nello scappare dalle proprie responsabilità. Poi ci sono i passeggeri, meravigliosi interpreti di questo tempo dove, nonostante il dramma, hanno pensato bene di fare subito dichiarazioni televisive del tipo: “sembrava di essere sul Titanic!!”. Ora, con tutto il rispetto, l’ultimo dei passeggeri del Titanic mi sembra che sia deceduto qualche anno fa, e prima di fare un affermazione del genere ci penserei parecchio anche perchè c’è da valutare una cosa molto importante che nessuno ha detto: sul Titanic affondato nelle gelide acque dell’Atlantico nel 1912, sono morte 1523 persone (su 2200) in sole 4 ore prima che la nave sprofondasse negli abissi. Sul Concordia, per fortuna, e lo sottoscrivo, su 4200 persone siamo a 10 vittime circa e considerando il tutto, dramma si, ma molto contenuto nei risvolti finali, ripeto, fortunatamente!. Certo con la situazione nazionale e internazionale a questi livelli, quale migliore strategia per inondare l’etere con immagini e frasi dei sopravvissuti (tutti) per fare notizia? Contrariamente alla Concordia la politica di morti ne fa parecchi invece, non solo quelle persone che si tolgono indegnosamente la vita perchè emarginati dal loro stesso stato, ma anche di quelli che lo stato non tutela come i suoi soldati e forze dell’ordine. La nostra nave è ormai morente e i nostri politici a sedere sugli scogli del parlamento a vedere dei tecnici che stanno tentando di far galleggiare di nuovo questa immensa barca, facendo più danni degli scogli stessi, con il cittadino sempre pronto ad apparire in tv, perchè oramai è solo quello che conta: salutare con la manina dietro la telecamera o ad assistere a pietosi programmi con improbabili attori e attricette. Questo è quello che ci deve insegnare il Concordia, una bellissima nave arenatasi in un posto bellissimo quale l’Isola del Giglio che adesso si trova ad avere un pachiderma inerme a turbare il proprio equilibrio naturale. Come 100 anni fa la natura dimostrò agli uomini che non esiste l’inaffondabile, oggi la natura (e lo scarso cervello degli uomini) ha dimostrato che basta un sasso per far crollare un mondo. Ma c’è anche un altro parallelismo da notare, forse molto più inquietante: nel 1914 scoppiò la prima guerra mondiale con la dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia. Oggi, un paese confinante con l’Austria, l’Ungheria è salita sulle barricate urlando il suo NO al giogo dell’Unione Europea che sta cannibalizzando gli stati per meri profitti speculativi. Sicuramente non sarà una guerra con le armi ma forse qualcosa di nuovo si sta muovendo sul fronte occidentale.

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