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Lug
27

La “cresta” sull’Imu? di Moisè Asta


ORA DI PUNTA


L’allarme è partito dal sindaco di Pavia, Alessandro Cattaneo, che parla e denunzia in qualità di vice presidente nazionale dell’Anci (l’organizzazione dei Comuni italiani) e che sulla questione della riscossione dell’imposta municipale unica (Imu) sugli immobili tira in ballo la situazione di Lecce, ove la somma complessiva riscossa per la prima rata del balzello risulta nettamente inferiore a quella prevista dal ministero dell’Economia, sicché i dipendenti comunali della città pugliese sono rimasti senza stipendio.
Il gettito Imu risulta incongruo perché deriva dalle remore concretamente espresse dai contribuenti, i quali, avvedutisi di una incomprensibile incongruenza governativa (incassare la sua quota di Imu, ma calcolata non su quella effettivamente riscossa dai Comuni, bensì su quella prevista dal ministero) ne hanno, in gran parte, tralasciato il pagamento: una conseguenza non da poco è stato il blocco, sia pure temporaneo, dello stipendio ai comunali.
E’ veramente grave, anche perché c’è chi sospetta che la scelta abbia un margine di dolo: la parte spettante allo Stato (pari a circa un terzo del riscosso) non viene calcolata su quella effettivamente incassata dai municipi ma su quella prevista dal ministero.
Si dovrebbe allora accertare almeno se questa contraddittoria impostazione sia da attribuire a mera distrazione o a deliberata opzione. “Ora – dicono gli esponenti dell’Anci e del Comune di Lecce – si deve intervenire, dal ministero, perché i Comuni interessati possano riavere quei trasferimenti ad essi ingiustamente ed in parte tolti. E’ il minimo che si possa fare dinanzi a tale incongruenza.

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