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Mar
16

LA DOLCE VITA DEI COATTI JUNIOR E SENIOR

marcello_veneziani


Sentirsi fighi. Mo’ me sparo un Mohito.
Il tormento della vita. Quella di sopra che batte la tovaglia sulla terrazza nostra.
La guerra dei trent’anni. Quello di sotto che non vuole l’ascensore perché lui sta al primo piano.
L’ossessione quotidiana. Il cane fa i bisogni qui sotto e lui non li raccoglie mai.
Il sogno di una vita. Il riconoscimento della pensione d’invalidità più posto auto.
La botta di vita erotica. Ogni mattina al bar la battuta spinta alla cassiera.
Il metro di giudizio. Che devono dire al circolo?
Il sondaggio popolare. Mi ha guardato strano il portiere.
Siamo di mondo. ‘Sto papiro l’ho comprato a Sharm.
La pietra di paragone. Lo fanno anche al G.F.
Frenare le abitudini. Nun fàmose conosce.
Il lusso della giornata. Il cappuccino al bar, con molta schiuma.
La vergogna di famiglia. Lo zio vigile urbano che andò in galera nel ’93.
Lo sterminatore. Aria condizionata a palla e chi muore muore.
La gloria. Sto su facebook.
L’orgoglio di famiglia. Mio cugino fa il tronista.
L’uomo di successo. Ha il telefonino dell’azienda.
La trasgressione della sera. La grappa a porte chiuse,quando tutti sono a letto.
Il quarto d’ora di signorilità. Farsi la barba dal barbiere.
Simboli araldici. L’antenna parabolica come blasone di famiglia.
Simboli fallici. Il possesso del telecomando.
Simboli di potere domestico. Jus primae cessis.
Ma il vero piacere della vita resta la cofana diamatriciana.

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