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Nov
18

« La farsa della riesumazione è stata recitata »

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a quando ha tracimato su tutte le reti radiotv (forse anche radio Maria), e paginate su tutti i quotidiani (forse anche sul Corriere dei piccoli), per renderci edotti di questo evento epocale.
Avevo letto un post su Facebook che diceva : ” La settimana prossima Berlusconi avrà un partito di lotta (Forza Italia) e un partito di governo (i neo-popolari di Alfano). Più la solita golden share sulla Lega e il diritto d’opzione su un paio di formazioni di destra. Diciamo che ha articolato meglio la holding di famiglia.”
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Una perfetta e lucida analisi sull’aziendalista politico, difatti dopo aver parlato dal palco del palazzo dei congressi di Roma per un’ora e mezzo, recitando a braccio la parte da consumato televenditore ; ci ha regalato anche la sceneggiata del malore.
La conclusione era scontata, inno storico di Forza Italia ed una standing ovation per il padrone o meglio il datore di lavoro ; imperdibile vedere la figura del #pregiudicato con al fianco Bru Brù, con la loro brava delega per votare il la morte del Popolo della libertà e la riesumazione di Forza Italia ; scontato il voto all’unanimità’, senza alcun astenuto ci mancherebbe.
Però l’asserzione del capataz : “Siamo qui per la dipartita del Pdl un nome che potrà essere usato per la coalizione di centrodestra. Si ritorna a Forza Italia” ; lascia intendere che sotto sotto qualcosa non è molto chiaro, tant’è che la separazione è solo di facciata.
L’aver compattato solo i fedelissimi, è un operazione di conta su chi lo sostiene, sa bene che a breve dovrà dar conto alla giustizia, in primis la sua decadenza ; sottolineando : ” E’ molto difficile essere alleati in Parlamento e sedere allo stesso tavolo in Cdm con chi vuole uccidere politicamente il leader di un partito”.
Ma adesso, il giochino di ricattare il governo a piè sospinto è finito, si è ben reso conto ammettendo : “Dopo la decisione di 23 nostri senatori il 2 ottobre non eravamo e non siamo più in grado di far cadere il governo. Anche perché sono venuti fuori 20 nomi di componenti del M5S che hanno garantito il sostegno al governo. Noi al massimo ci saremmo messi fuori”.
Nei tanti luoghi comuni che ha recitato, come fosse un pater noster, non poteva mancare la solita tiritera su i suoi “nemici” non avversari politici : “Se il prossimo governo sarà di larghe intese Pd-5Stelle, io credo che molti di noi non resteranno a vivere in Italia. Saranno costretti ad espatriare. E allora c’è una soluzione e una sola: unire tutti i moderati e farli votare per FI” dire risibile e poco da scompisciarsi.
Quello che è e rimarrà senza risposte, il fatto che dal ’94 ha usato la politica per i suoi fini personali, confermato da Fedele Confalonieri che disse : “se non scendeva in campo, a quest’ora saremmo sotto un ponte o in galera” ; ora che accumulato miliardi di euro non è ancora sazio di potere e d’interessi.
Più passa il tempo e più assume la facies di Mazzarò, personaggio di una novella di Giovanni Verga; anche lui ha la stessa ossessione di Mazzarò è di espandere sempre di più i suoi possedimenti, avere sempre più “roba”, alla quale è molto legato.
Il suo attaccamento ai beni materiali è così forte che quando gli comunicano che si avvicina il momento di separarsene poiché si trova in punto di morte, “andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini”, al grido di “Roba mia, vientene con me!” ; comunque il mausoleo è già eretto bisognerà vedere come vorrà vivere la sua vecchiezza..
Concludendo uno spezzone della farsa

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