BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Giu
18

« La riforma del lavoro che non c’è »


Se c’era una larvata speranzella, che questo sobrio governo tecnico, si adoperasse senza lacci e laccioli ad una vera riforma del lavoro ; mal gliene incolse ; un raffazzonarsi di progetti inconclusivi e quel di peggio cifre campate in aria tra Ministero del lavoro e INPS.
Ovviamente in questo marasma, tanto i sindacati che i politici cavalcano la tigre, dimenticando che è a loro dir grazie della situazione esaspera ancor più dalla crisi ; non si può certo credere che questi guasti nel mondo del lavoro siano stati fatti in questi pochi mesi.
Premesso, che sono anni di questa malattia endemica della precarietà e dei contratti variegati per un pugno di noccioline ; l’apprendistato o il praticantato una sorta di schiavizzazione legale, senza raccomandazioni non vanno da nessuna parte.
Poi parlare di meritocrazia, si è nella fase del ridicolo più assurdo, basta vedere certi personaggi senza arte e ne parte, ma ben raccomandati in alto loco, che si ritrovano con una bella poltrona e profumate prebende, alla faccia della spending review.
Adesso abbiamo una inflazione di economisti, giuslavoristi e consulenti del lavoro, a decantare le loro panacee, tutti hanno una soluzione ma di fatto la sordità dei tecnici rende vane le loro litanie.
La manifestazione fatta a Roma e magniloquente, basta leggere gli striscioni ;
– “Italia: quattro milioni di precari, destinazione consigliata Inghilterra”,
– “36 per cento di disoccupazione giovanile, destinazione consigliata Olanda”,
il resto omesso per pietà cristiana, ma è facile intuire l’esacerbazione di chi si considera giustamente “La meglio gioventù”.
Eppure la soluzione non era poi così tanto fantascientifica, bastava seguire altri esempi quali la riduzione dei contributi e il carico fiscale, fissando la contrattualizzazione nelle principali categorie ; ovviamente questo avrebbe richiesto quei famosi tagli alla ‘casta’ ed alla spesa pubblica.
Ma come suo dirsi, non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, e la ministra dalla lacrima facile farebbe bene a dare ascolto, perché se ruzzola tutto l’ambaradam, di suo ci ha messo non poco.

OkNotizie

Media 4.67 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*