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Nov
22

La sintassi del sindaco di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Ma di quale partito vuole diventare segretario Matteo Renzi? La domanda sorge spontanea ascoltando le ultime esternazioni pubbliche del sindaco di Firenze, in cui ciò che colpisce, ancor più dei contenuti, è il linguaggio. Un esempio per tutti. Quando parla degli attuali e precedenti dirigenti del suo partito, oltre a definirli insistentemente “vecchi”, usa una sconcertante locuzione per indicarli: “loro”, marcando una distanza e una estraneità, quasi un’avversione, che non può riferirsi solo a uno, a due o a cinque figure di vertice del Pd, perché le scelte che Renzi, peraltro senza indicarle mai con esattezza, addebita a “loro” appartengono a centinaia e migliaia di persone che a tutti i livelli e in tutte le aree del paese le hanno decise e sostenute e hanno consentito di costruire un partito che è il primo in Italia, un partito che governa un grande numero di regioni, province, città e piccoli comuni, e un partito che, con i consensi e i voti che ha raccolto e raccoglie, ha consentito a lui, giovanissimo, di diventare presidente della Provincia di Firenze, prima, e, poi, sindaco della città.
Insomma Renzi parla non come una persona che si candida ad occupare il ruolo di segretario del Pd, ma come un avversario del Pd, o comunque un personaggio al quale di quella carica non importa nulla e si serve della campagna delle primarie per puntare a tutt’altro obiettivo, la presidenza del Consiglio, calpestando l’erba sulla quale avanza sulle orme di Berlusconi, cioè seminando lungo il cammino solo slogan demagogici, sicuro che in Italia sono questi il viatico per il successo.
Vorremmo, però, che almeno ci risparmiasse nei suoi discorsi l’insulto sintattico con l’ossessivo uso di un’altra locuzione: “Io sono uno di quelli che pensa che…”. E’ un fiorentino che ignora una regola elementare della lingua di Dante (che impone che il verbo venga raccordato con il pronome cui si riferisce, per cui correttamente si dice e si sc rive “Io sono uno di quelli che pensano che…”), oppure è un signore che sa pensare solo al singolare, con il soggetto “Io” scritto sempre con la maiuscola? Se, con l’autorizzazione degli elettori, vuol rottamare il Pd non glielo potremo impedire; ma, per favore, non ci rottami anche la sintassi.

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