BLOG : La voce di quasi tutti

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Set
12

« La stampa monnezza (Dagospia dixit) »


Per salvare la scarsella ed evitare smoccolamenti, aumenta sempre più il lettore cibernetico a quello cartaceo, una volta c’era l’ostentazione del giornale che si leggeva, adesso anche i nostri amici casalinghi (vedi cani e gatti), manco di striscio ci fanno un bisognino.
Qualunque testata, diventa il verbo divino della verità, l’analisi profonda e critica del connubio contro natura tra politici e tecnici, dirimono le ombre scure di quanto accade nei palazzi del potere ; altri invece cavalcano la tigre dell’antipolitica spicciola diventando i masianelli di turno ; per attirare lettori e vendere qualche copia in più.
Come politica invasiva di marketing, non si limitano sul proprio sito, ma 24 ore su 24 rilanciano articoli e news su Twitter o Facebook ; ovviamente molte sono ripetute ossessivamente per i lettori di dura cervice.
Certo i nostalgici della carta stampata ci sono ancora, in particolare con quelli che non hanno dimestichezza con i computer e la rete, molto belli vedere quelli della casta con paccate di quotidiani ,rigorosamente gratis, che si danno l’aria d’informarsi o meglio passarci il tempo quando s’annoiano seduti in parlamento.
Ma anche nei giornalisti prevale un rigore di casta, ci sono quelli che sono iperbravi a prescindere, e quelli che hai loro sono pennivendoli venduti all’editore, m’immagino che ogni giorno scendono in redazione con le tavole della verità per illuminare il popolo ciuco.
Ovviamente, ognuno di loro fa rigorosamente parte di un organ house, o lo sponsor di qualcuno che può attirare attenzione su temi sociali ma ancor meglio con i presunti pseudo politici in crescita.
Forse il giorno che tolgono i finanziamenti pubblici e saranno vietate le paginate di pubblicità, si metteranno d’uzzo buono a fare i giornalisti, al momento meglio risparmiare.

OkNotizie

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1 commento

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    Francesco De Feo scrive:

    Fra i cosiddetti benefits della casta, mi pare, ci sia anche la cosiddetta mazzetta. Che, di per sè, è un termine ambiguo. Dal giornalaio, dove, la domenica mattina, sono solito fermarmi, tempo fa, incrociai una personalità locale conosciuta ed apprezzata in ambito politico sindacale, in tutta la Campania. Persona onesta, il cui nome mai è stato associato ad episodi di malaffare, anzi. Aveva fretta; il pacco di giornali che, regolarmente, comprava era già pronto. Buongiorno; manco il tempo di entrare e già stava per uscire. C’era una certa confidenza e, per mostrarmi originale, senza malizia alcuna, lo salutai con un ” Addò te ne vai, mò, cu ‘sta mazzetta”. La risposta fu uno sguardo gelido e glaciale. Emeroteca

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