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Apr
17

La storia scricchiola


Più volte ho cercato l’ispirazione per scrivere nuovi post su questo blog. Più volte sono partito ma mi sono sempre fermato. Difficile riparare a tutte le nefandezze della politica italiana, dello schifo che la circonda, della pochezza dei suoi rappresentanti. E’ così per tutta italia (volutamente minuscola) da nord a sud da est a ovest. E Firenze, che avrebbe le carte per essere un feudo scevro da tutto questo, ne è contagiata anche lei. Già più volte in questo post abbiamo denunciato l’incuria della nostra “industria” primaria ovvero il nostro patrimonio artistico che tutti ci invidiano. Eppure da quasi 20 anni a questa parte sembra che ai nostri amministratori non freghi niente andando avanti con le scelte più scellerate che minano fortemente questa nostra vecchia e scricchiolante città. Eppure Firenze da segnali forti, non ultimo la caduta del marmo del campanile di Giotto. In questi giorni ricorre l’anniversario di Messer Filippo Brunelleschi, l’uomo che ha dato un volto a Firenze, l’uomo che la disegnata maggiormente con le sue opere che hanno sfidato oltre 600 anni di storia e sono giunte sino a noi, sfidando persino i bombardamenti della seconda guerra mondiale. Eppure oggi, nell’epoca di internet e della tecnologia applicata, non siamo in grado di monitorare la nostra storia, di preservala, di conservarla come dovrebbe essere nostro sacrosanto dovere, evitando di pensare alle brutture (non ultimo il Teatro Comunale) alle cazzate (perdonate il termine) invasive come la tramvia o un tunnel sotterraneo di 8 km. La nostra storia reclama la nostra attenzione caro simpatico amministratore. A Parigi ogni 7 anni verniciano la Torre Eiffel per preservare il loro simbolo, quel simbolo eretto nel 1889 e ancora splendente e visitato ogni anno da oltre 6 milioni di turisti. Abbiamo un dovere soltanto in questa piccola città: preservare la nostra storia e farla rifiorire per dargli il lustro che ha sempre avuto nei secoli, quando tutti si inginocchiavano alle porte di Florentia. Se non sarai in grado di farlo tu o altri, sarete solo dei patetici omuncoli che hanno girovagato per le vie della città all’ombra dei grandi che l’hanno costruita e se il sommo poeta fosse ancora in vita vi relegherebbe all’inferno nello stesso girone degli allora amministratori che lo esiliarono. Noi a Firenze siamo così, Guelfi o Ghibellini portati all’autodistruzione senza la benchè minima lungimiranza sulla città che ci ospita e che ci ha dato quello che abbiamo. Tutti siamo e saremo colpevoli se non preserveremo quello che i grandi ci hanno lasciato.

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