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Dic
02

La suocera e la nuora di Renzi di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Parlare a nuora perché suocera intenda. In Toscana, tra comari, si usa molto. Ed è naturale che un sindaco di Firenze non si sottragga alla sua appartenenza (geografica, s’intende). Già, ma nel nostro caso chi è la suocera e chi è la nuora? Proviamo a uscir di metafora prendendo l’intervista che – appena 24 ore dopo il confronto televisivo tra i candidati alle primarie del Pd – Matteo Renzi ha rilasciato a Repubblica (il cui editore si è recentemente arruolato tra i suoi fans).
Mettendo da parte il fioretto con cui si è esibito davanti alle telecamere di Sky, impugna la sciabola e intima a Letta (non il berlusconiano Gianni, ma “l’amico Enrico”): o fai tre cose che dico io da prossimo segretario del Pd o vai a casa. Poiché Enrico è un amico ed è stato fino a pochi mesi fa il vice segretario del Pd, la logica suggerirebbe che gli tocchi indossare i panni della nuora: il messaggio dell’incontenibile primo cittadino fiorentino è indirizzato a lui, la nuora, ma il vero destinatario è la suocera Alfano. Però c’è una seconda parte del messaggio: io non ho paura delle elezioni e tu, caro Angiolino, non fare l’arrogante con i tuoi 30 deputati, perché io ne ho 300 (chissenefrega se mi sono stati regalati dal “porcellum”), e andare alle urne non ti conviene perché Berlusconi lì ti “asfalta” (termine che gli è caro perché uno dei suoi vanti, nei comizi, è la pavimentazione di strade nella città che amministra). E qui ad Alfano spetta il ruolo di nuora mentre Letta diventa la suocera (sottinteso: caro Enrico, faccio cadere il governo e alle elezioni sono bravo come Berlusconi).
In realtà dopo il confronto televisivo di venerdì sera i giudizi dei telespettatori hanno assegnato a Pippo Civati il picco di gradimento più alto (36%) rispetto ai voti ottenuti nei congressi locali del Pd (9%), perché ha tentato il tutto per tutto cavalcando le posizioni più integraliste della base (fuori la Cancellieri, dentro i matrimoni gay; salario minimo per tutti; andiamo subito a votare; di Alfano non mi fido). E allora Renzi, apparso sempre effervescente ma insolitamente moderato anche rispetto al più strutturato Cuperlo, ha deciso l’accelerazione. Non può permettersi l’8 dicembre una vittoria risicata conquistando qualche simpatia a destra e perdendone molte a sinistra. Il Pd sarà pure una Grande Famiglia da serial tv di prima serata, anzi una famiglia allargata; ma quando c’è da raggiungere uno scopo al diavolo le parentele!

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