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Dic
30

La truffa della sanità (rossa) in Toscana


Copio e incollo direttamente un articolo trovato su Qelsi tanto per ribadire che in Toscana sono buoni tutti a predicare bene ma a razzolare male, parecchio male….
Fino a pochi mesi fa l’allora assessore Rossi era riuscito ad accreditare l’immagine di una sanità modello per il resto d’Italia, riuscendo a mantenere i riflettori accesi su quanto di buono c’è nella nostra sanità e relegando nell’ombra i tanti disservizi. Tutto ciò al punto che se Enrico Rossi oggi è governatore della Toscana, lo deve soprattutto alla sua capacità di far passare tale concetto prendendosene i meriti politici. Passate le elezioni, però, il mito di una sanità toscana senza pecche si è infranto, lasciando irrompere alla luce del sole disservizi, Società della Salute bocciate dalla Corte costituzionale e dubbi sempre più fondati sul dogma dei conti sanitari in pareggio. In questo contesto esplode lo scandalo della voragine nei conti della Asl 1 di Massa Carrara. Ai primi scricchiolii Rossi inizia a indicare una serie di responsabili nei dirigenti, per altro scelti proprio da lui. Per mesi, in Consiglio regionale, la giunta ha dichiarato che a Massa il buco si aggirava sui 60 milioni. Solo il 30 dicembre scorso hanno ammesso che raggiungerà i 270. Ora, visto che legittimamente Rossi si è assunto i meriti dei presunti pareggi contabili della sanità toscana, ci si aspetterebbe un’identica assunzione di responsabilità politica. Invece, nulla. Il nostro timore, fondato, è che il caso di Massa sia la punta di un iceberg, anche perché, se Massa piange, non è che il resto della sanità toscana rida: molte altre Asl nel 2009 hanno avuto performance finanziarie pessime:
― 19,8 milioni per Firenze,
― 10,8 per Siena,
― 2,6 per Pisa,
― 9,8 per Arezzo,
― 8,9 per Livorno,
― 8 per Pistoia,
― 2,8 per l’Azienda universitario-ospedaliera di Careggi e
― 14,7 per quella di Pisa,
― 1,38 per l’Ospedale pediatrico Meyer di Firenze.
Ma c’è dell’altro, ovvero la vicenda che proprio in questi giorni infiamma Livorno. Qui il direttore generale della Asl 6 Monica Calamai, anziché rispondere nel merito alle critiche del collega Marco Taradash sulle vicende giudiziarie che hanno visto la Asl livornese soccombere per la sospensione di un professionista, si è permessa di affermare: “L’appartenenza di Taradash a una forza politica (il PDL) che fa del culto del singolo l’elemento predominante ne impedisce l’obiettività e lo porta a concentrare l’attenzione, anche in un contesto di servizi dedicati alla cura dell’altro, sui singoli individualismi”. Toni da commissario del popolo, che lacerano il velo di ipocrisia dietro cui si cerca di nascondere la verità: la sanità è stata per anni il nucleo del sistema di potere della sinistra toscana, assorbendo quasi i tre quarti delle risorse regionali e muovendo enormi interessi. Noi vorremmo, e per questo ci stiamo battendo, che la sanità toscana rimettesse al centro della propria azione le persone coi loro bisogni, non la politica. I mesi scorsi sono stati faticosi, ma nel 2011 dovremo aggredire con sempre maggiore efficacia il sistema di potere con cui la sinistra governa da sempre la Toscana, costruendo una proposta politica alternativa vincente e aumentando, alle prossime amministrative, il numero di amministrazioni locali sottratte alla sinistra.
Stefano Mugnai (Vice Presidente Commissione Sanità)
Mi son permesso di postarvi un articolo di Mugnai sulla fuffa mediatica della buona sanità Toscana. Così come la conosce tutta Italia. Il fatto è che io personalmente, mentre facevo la campagna elettorale per Prato, ho scoperto la truffa della distribuzione diretta: l’ASL costringeva i malati e i loro familiari a dure e faticose trasferte per andare a ritirarsi farmaci ed ha attivato un sistema di consegna domiciliare affidato, neanche a dirlo, ai compagni spendendo per ogni euro di valore di farmaco distribuito 1,25 EURO DI SPESE DI TRASPORTO.
In pratica un farmaco del costo di 5 euro ne veniva a costare 6,25 in distribuzione diretta! L’ASL non ha mai messo a disposizione bilanci e capitolati di spesa nonostante siano atti pubblici, era abitudine inveterata per moltissimi dipendenti portar via medicazione e supporti vari (siringhe, flebo, aghi, cerotti, cotone, deflux, fotometri e strisce reattive, etc) e fare assistenza in nero. In Toscana la spesa per ricetta è diminuita del 18% ma è aumentata spaventosamente la spesa ASL. Per un valore in resa di servizio praticamente nulla. E i buchi di bilancio in via di accertamento ne sono la prova.
di Marcello Sanna

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