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Dic
18

La voce di Vanessa Crivelli

vanessa


Ciao, a questo punto, essere formali serve a poco, la scorsa settimana vi ho chiesto di avere fiducia in me, e in piazza a far sentire la voce di questa città sopita e un po’ dimenticata eravamo tantissimi, ora non c’entra più appartenere ad una città o ad un’altra, siamo tutti italiani, siamo tutti alla fame o quasi, ma soprattutto siamo tutti stanchi di lavorare per mantenere i vizi e i privilegi di una casta sempre in aumento, non si può oggi quantificare esattamente quanto ci costa la politica, ma si aggira intorno ai 24 miliardi di euro l’anno, tra costi vivi, pensioni, vitalizi e reversibilità… Però si può benissimo dimostrare il malessere dei comuni cittadini che dopo anni di lavoro prendono una miseria di pensione, loro con un solo giorno di lavoro da deputato prendono la bellezza di 1733 euro netti di vitalizio mensile e senza attendere l’età pensionabile… Chi invece resta incollato saldamente alla poltrona oltre ad uno stipendio mensile che supera la rendita media annua di un normale cittadino, è anche spesato di tutto, viaggi, alberghi, pranzi, anche le mutande vengono messe nelle spese di partito… e noi italiano, a cui non restano nemmeno più le mutande perché con le tasse ci hanno tolto anche quelle, dobbiamo pagare… Riporto una frase dei giornali relativa alla proposta di legge “FRATTURA-NIRO” sull’ulteriore riduzione dei costi della politica… Gli ex inquilini di palazzo Moffa avvertono che se si tocca un diritto acquisito la questione finirà in tribunale. E questo è solo un esempio, se ne potrebbero fare altre migliaia… Perché, essendo il nostro paese democratico, non lasciano decidere democraticamente agli italiani quanto dev’essere il loro stipendio? Credono forse che il loro lavoro sia più duro di quello di un operaio? Chiedetelo all’operaio, o anche alla casalinga… Il nostro è un paese fondato sul lavoro, ma oggi manca anche quello, le ditte non assumono perché il costo del lavoro è diventato troppo alto, insostenibile, molte chiudono perché le banche non danno più credito, il 50% delle aziende commerciali italiane sono al tubo del gas… sentire parlare di ripresa mi fa venir da ridere, appena si riesce a rattoppare i conti facendo giochi di prestigio, arrivano tasse su tasse… Ora basta prese in giro… Chiedono sacrifici… Ci mettono nelle condizioni di non arrivare alla fine del mese… Noi siamo mamme… Noi lavoriamo il triplo delle loro ore… Noi non abbiamo i soldi per fare un regalo extra ai nostri figli… Noi abbiamo da pagare imu e tares con i soldi risparmiati per fare il Natale con i nostri bambini e le nostre famiglie…. Non parlo agli italiani… Parlo alle mamme, che spesso di notte quando tutta la casa dorme ci troviamo al tavolo della cucina con le bollette da pagare, e quel mucchietto di spiccioli che ormai ci resta per arrivare al prossimo stipendio, e piangiamo disperate, poi sorge il sole, prepariamo la colazione e tutto ricomincia… La disperazione la portiamo dentro… Cresce ogni giorno… Ci sta distruggendo… A voi mamme di oggi, di ieri e di domani chiedo questo Volete lottare per le vostre famiglie? Per i vostri figli? Per la terra che li ha visti nascere? Questo è il momento di farlo!

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