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Apr
14

La zona rossa.


Ho un dolore, nel cuore e nella mente.
Il pensiero che un giorno usciremo e non incotreremo più tante persone che stimavamo, amavamo, rispettavamo e con cui avevamo un rapporto di amicizia. Non solo quelle, ma anche il semplice vicino di casa con cui scambiavamo solo il saluto di cortesia o l’anziano signore che abitava nel mio quartiere e non vedo più da tanti giorni. Ma anche quella persona che salutavo e non mi ha mai risposto al saluto. E poi, la senza fissa dimora, oppure la signora del banco del mercato, la profumiera, il macellaio, il medico, l’ex fidanzato, la suora, il vigile del fuoco.
Tanti altri che amo e con cui ho condiviso studi, gruppo di amici, pensieri, parole, liti, amarezze, gioie, riappacificazioni e vita.
Vivono lontani da casa mia e un tempo si sono trasferiti in altre Regioni o in altri Stati alla ricerca di fortuna, di un lavoro e di miglior futuro, riciclandosi e spesso abbandonando anche la propria professione adattandosi a lavori manuali pur di sopravvivere. Quella paura e angoscia, quando scopri sui social che una persona che conosci e con cui spesso scambiavi like, post e messaggi ha smesso di combattere ed è volato via.
Tutte queste persone hanno fatto parte della mia vita e l’hanno vissuta con me, vicini o distanti che siano.
Per questo l’unica zona rossa che voglio riconoscere e ricordare è il mio cuore, dove posso conservarli e ricordarli per sempre. In questa zona rossa posso pregare per loro e di certo un maledetto virus qui, in questo <3 non entrerà mai.

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