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Gen
25

Lacrime, sangue e promesse


Premetto che non mi piace di fare di tutta l’erba un fascio e che non mi abbasserò mai a puntare il dito contro i dipendenti pubblici. E’ vero che nelle pubbliche amministrazioni si tende a “largheggiare” sotto molti aspetti, ma è anche vero che non tutti i dipendenti sono come vengono descritti dall’opinione pubblica. Brunetta ha avuto ragione perchè dal suo giro di vite è emerso che numerosi dipendenti sono stati miracolati e non si sono più ammalati, ma si è totalmente dimenticato di controllare le gravi discrepanze di salario tra un dirigente e i suoi subalterni. Dirigente in un azienda privata significa oneri e onori cosa del tutto disattesa dalla logica statale/comunale. E’ di questi giorni la polemica tra i dipendenti del Comune di Firenze e il Sindaco Renzi su di una questione annosa che riguarda i premi incentivanti dati ai dipendenti da qualche anno a questa parte. La faccenda riguarda per sommi capi ad una generosa elargizione da parte del comune di Firenze ai propri dipendenti a seguito di accordi sindacali siglati dieci anni fa. La Corte dei Conti ha in questi giorni calcolato che l’ammanco di 87 milioni d’euro va ricolmato e per questo ha deciso di decurtare lo stipendio a tutti i dipendenti generando una sorta di mutuo fino a che il “danno” non venga ripristinato. Ovviamente la sommossa generale è proprio contro il sindaco che si difende dicendo che la questione riguarda accordi non firmati da lui. La base però reclama e invoca tutte le assunzioni “esterne” fatte in questi tre anni che sono costate un ingente somma che si poteva risparmiare. Che dire? Levare dei soldi agli stipendi dei lavoratori comunali non mi sembra una gran bella mossa, anche considerando il fatto che sono stipendi fermi da diversi anni. Che la colpa debba ricadere solo sul sindaco non è anche questo troppo giusto anche se ci ha messo molto del suo (leggi qui sulle assunzioni). Resta il fatto che la “base” comunale che da sempre si è mostrata benevola nei confronti delle varie amministrazioni locali, ora si ritrova a dover subire un onta di non poco conto considerando anche il difficile momento economico. Ma ancora una volta la lettura della scacchiera dei giochi politici di Palazzo Vecchio mi riporta alla frase “chi è causa del suo mal pianga se stesso” pensando a tutti i vari ammiccamenti che si sono svolti in questi 25 anni di potere univoco che la sinistra ha sempre avuto in città “coadiuvata” anche da una totale mancanza della destra sopratutto nei suoi leader. Caso ha voluto che proprio un suo esponente, Toccafondi, abbia sollevato il tutto scoperchiando una pentola che da troppo tempo ribolliva. Adesso sarà interessante vedere cosa faranno quei dipendenti comunali che hanno accompagnato Matteo Renzi durante la campagna elettorale per le primarie e quale sarà il loro futuro appoggio al sindaco che di fatto gli ha messo le mani in tasca. Conoscendoli un pò si faranno accarezzare la testa, un grattino sotto il mento e torneranno ad essere docili, docili anche senza i circa 100 euro al mese che gli toglieranno per un bel pò di tempo, quando quegli stessi soldi potrebbero essere trovati in altri serbatoi, in altre emorragie che il Comune di Firenze ha ogni anno.

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