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Ago
23

L’altare e la sacrestia di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Indro Montanelli a proposito di politici cattolici, esemplificava : “De Gasperi e Andreotti andavano a messa insieme spesso. Dopo la funzione, De Gasperi restava in ginocchio di fronte all’altare, mentre Andreotti si fermava in sagrestia a parlare col parroco di voti e di preferenze”. Mi sono ricordato del grande Montanelli a proposito della polemica vivace tra Famiglia Cristiana e Comunione e Liberazione durante queste giornate del meeting di Rimini. La verità è che esistono più anime nel mondo cattolico e diversi modi di declinare l’ispirazione religiosa in campo economico, sociale e politico. Diversità che si possono far risalire alle stesse origini della Chiesa, al sorgere dei diversi ordini monastici e movimenti religiosi e laicali, alle caratteristiche dei differenti papi che si sono susseguiti nei secoli.
Basterebbe ricordare il duro giudizio di Dante su Celestino V “che fece per viltate il gran rifiuto”, interpretato invece in chiave completamente diversa da Ignazio Silone, grande scrittore dalla vita travagliata, autore de ”L’avventura di un povero cristiano”, che vede nella scelta del frate eremita della Maiella di lasciare il soglio pontificio il tentativo di imprimere alla Chiesa un rinnovato impegno di fraternità e di pace. Citazioni le nostre forse troppo alte, utili però a ridimensionare un incidente destinato a durare lo spazio di una polemica ferragostana.
Resta invece aperto il problema di come Comunione e Liberazione saprà riflettere e rilanciare la sua identità dopo vicende non certo esemplari che hanno colpito il suo maggiore esponente politico, Roberto Formigoni, presidente della Regione Lombardia. Il discredito e l’immagine di una concezione della politica come uso spregiudicato del potere possono riflettersi negativamente su tutto il movimento e appannarne idealità e ruolo ecclesiale e civile. Ben oltre i confini della Lombardia dove il movimento è stato fondato nel ’57 da don Giussani, con l’ambizione di essere nuovo lievito nel corpo della chiesa universale, fattore appunto di Comunione e Liberazione.

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