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Giu
06

L’Altro Quotidiano

Scene & Retroscena

di Alterix


*La guerra di Riano.
A Roma il neo commissario prefettizio Goffredo Sottile, ha deciso: la prossima discarica della capitale, destinata a sostituire quella ormai esaurita di Malagrotta, sarà a Pian dell’Olmo, presso Riano. “Sarà una scelta transitoria”, ha spiegato Sottile in conferenza stampa. E mentre lo diceva scoppiava la rivolta. “A Pian dell’Olmo non faremo passare neanche uno spillo”, ha urlato il vicesindaco di Riano. E poco dopo circa 500 abitanti della cittadina “scelta” dal prefetto hanno bloccato, incatenati, la via Tiberina. E’ la solita storia italiana. Tutti producono quantità industriali di rifiuti ma nessuno li vuole vicino casa. E tanto meno li vuol vedere bruciati vicino casa. E’ successo per Corcolle, sta succedendo per Pian dell’Olmo. Ognuno dice di avere le sue buone ragioni. Ma se diamo retta a tutti non arriveremo mai a una conclusione. A meno che i contestatori siano disposti a tenersi la mondezza dentro casa. Fino ad esaurimento camere, bagni e cucina.

* La guerra di Elsa. Il ministro del Lavoro Elsa Fornero ha sfidato a singolar tenzone il suo collega, il ministro della Pubblica amministrazione Filippo Patroni Griffi, il quale aveva osato dichiarare che nella delega del pubblico impiego non sono previsti i licenziamenti. “Tenuto conto – ha detto – delle specificità del pubblico impiego auspico parità di trattamento tra i lavoratori del settore privato e quelli del settore pubblico”. La notizia ha fatto scalpore e, visto il momento non proprio felice per il governo Monti, alla fine s’è dovuto trovare un compromesso. Con un comunicato congiunto, che conferma: il tema del licenziamento dei dipendenti pubblici è sul tavolo e sarà esaminato dal Consiglio dei ministri. Anche i ministri, di questi tempi, devono preoccuparsi del proprio posto di lavoro.

* La guerra di Stefano. Che il posto di lavoro sia traballante per i ministri e per lo stesso presidente del consiglio Mario Monti è dimostrato dalla sortita che ha fatto ieri Stefano Fassina, responsabile Economia del Partito Democratico. “Monti – ha detto – “non ha più il sostegno in Parlamento”. E dovrebbe valutare l’ipotesi di “anticipare al prossimo autunno le elezioni politiche fissate nella primavera del 2013”. Aggiungendo: “Se l’implosione del Popolo delle Libertà blocca il Parlamento, bisogna restituire la parola ai cittadini”. Pioggia di critiche da parecchi colleghi di partito e poi Stefano Di Traglia, portavoce di Pier Luigi Bersani, s’è affrettato a spiegare che la posizione del Pd è quella di sempre: pieno appoggio a Monti ed elezioni nel 2013. Ma – Fascina ne prenda nota e rifletta – c’è chi gli ha fatto da sponda. E’ Sandro Bondi, il quale ha affermato: “C’è un tratto di onestà intellettuale nelle riflessioni dell’onorevole Fassina. Non c’è dubbio infatti che l’attuale crisi richiederebbe governi forti di una piena e forte legittimazione politica e democratica”. Quando il diavolo t’alliscia…

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