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Gen
02

L’anno che verrà (1979)


Mai testo di una canzone fu così premonitore nei confronti della politica italiana. Non che ci voglia Nostradamus per capire che in Italia fare previsioni politiche sia roba da fantascienza ma, con la certezza che al peggio non c’è mai fine, Dalla (Lucio e non il consiglio) ci vide parecchio lungo.

“L’anno vecchio è finito ormai ma qualcosa ancora qui non va”
“Ma la televisione ha detto che il nuovo anno, porterà una trasformazione e tutti quanti stiamo già aspettando”

Mai parola furono più vere se ci si affaccia sulla politica italiana. Il nulla che avanza con il nuovo che doveva avanzare ed infatti è avanzato come il panettone di queste feste natalizie. Prima del Big Bang c’era il nulla, ed anche se poi l’Universo si è spanto fino all’infinito, qui in Italia rimane ancora il nulla più assoluto e non possiamo neanche contare su quei due o tre neuroni rimasti per fare una piccola rosea previsione. Iniziare da qualcosa o qualcuno è veramente imbarazzante come lo sono i manifesti del PD con il faccione di Bersani che recitano: “L’Italia giusta”. Non si è nemmeno sforzato più di tanto, tanto è la sicurezza di fare risultato. Poi c’è Monti, che anche senza Heidi che gli sorride, ci pensa lui ora che la chiesa si è apertamente schierata con il sobrio professore bocconiano. Berlusconi è in giro a capire cosa fare tanto per rimanere a galla con un pò meno soldi in quanto la sua ex moglie è riuscita a spillargli 36 milioni d’euro l’anno di mantenimento. La destra invece è come l’acqua Lete con l’unica particella di sodio che gira gridando: “c’è nessuno in casa?”. Il tutto contornato da l’esercito degli appestati i quali, come gli zombie di Thriller, escono dalle fogne mugugnando ululati per dire e non dire con chi staranno.
“…c’è che ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra…”
Io farò proprio così, stanco come non mai di queste facce, di questi figuri che ancora parlano ai microfoni con l’unico intento di salvare le loro poltrone, i loro interessi. Riflettevo l’altro giorno su Di Pietro (ma nessuno è esente): “io non ho 50 e passa appartamenti, ne ho molti meno!!”. Tanti o pochi che siano il fatto è che da quando fa “politica” si è comprato le case (ad altri le regalano). Ma quanti cazzo (scusate ma ci stava) di soldi si prendono in politica? E per fare che? Ma voi non siete stufi di foraggiare questo esercito di parassiti che campa sulle vostre spalle senza dare neanche un minimo di dignità in cambio? I ladroni della prima Repubblica erano dei veri signori perchè comunque, nonostante tutto, la torta la spartivano con l popolo in un modo o nell’altro. C’era una sorta di codice nell’arraffare, ma oggi? Qual’è il codice? Io è già da diverso tempo che ho messo i sacchi di sabbia alla porta, forse sarò paranoico ma almeno cerco di non farmi prendere per il culo più di tanto. Buon 2013!

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