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Mag
06

L’appoggio esterno di Stefano Clerici


ORA DI PUNTA


Oltre trent’anni fa, girava questa battuta di Maurizio Ferrara (il padre di Giuliano), alto dirigente del Pci nonché primo governatore della Regione Lazio: “L’unico governo possibile è un monocolore Pci con l’appoggio esterno dell’Armata Rossa”. Una battuta, certo, ma, soprattutto, altri tempi… C’erano i blocchi contrapposti, la Guerra Fredda, il Muro di Berlino era ancora saldamente in piedi, gli Stati Uniti d’America spedivano dollari a quintali alla Dc e ai suoi alleati mentre l’Unione Sovietica mandava fiumi di rubli al Pci e ai suoi alleati.
Poi vanno messi in conto lo “strappo” di Enrico Berlinguer con il Cremlino, l’invenzione dell’ “eurocomunismo”, la scelta irrevocabile dell’ “ombrello” della Nato (storica intervista di Berlinguer a Giampaolo Pansa), fino al fatidico “compromesso storico” che, in piena emergenza terrorismo, vide i comunisti italiani allearsi con gli avversari di sempre, i democristiani (guidati, però, da uno statista che si chiamava Aldo Moro). E, a fine di tutto, ecco l’esplosione di Mani Pulite, lo scoperchiamento del calderone della corruzione, la dissoluzione di partiti storici come la Dc e il Psi. E la fine, sotto i colpi di una giustizia allora da tutti – Lega compresa – invocata e benedetta del CAF (il patto di alleanza Craxi-Andreotti-Forlani)
Ne è passata di acqua sotto i ponti. Buona parte dell’elettorato – e non solo quello che oggi si sente orientato a sinistra – conosce o ricorda poco o nulla della nostra recente storia patria, dalla Resistenza alla Ricostruzione, dagli Anni di Piombo alla stagione di Mani Pulite. E non parliamo solo di giovani studenti, ma anche di meno giovani insegnanti. Si sono frantumate le ideologie, ma per fortuna non gli ideali. Libertà, uguaglianza e fraternità sono ancora per molti (in Italia e in gran parte del mondo) tre parole-bandiera, a oltre due secoli dalla Rivoluzione Francese.
A nessuno verrebbe oggi più in mente di auspicare un governo con l’appoggio esterno dell’Armata Rossa. Ma è fuor di dubbio che un governo con l’appoggio (interno, neppure esterno) dell’Armata Azzurra di Silvio Berlusconi è fonte per gli elettori del centrosinistra di potenti mal di pancia.
Ora, l’eventuale nomina del Cavaliere a capo della Convenzione per la riforma della Costituzione (ma ce n’è davvero bisogno, vista la maggioranza di governo?) può trasformare quei mal di pancia in feroci coliche, che neppure lo stato di crisi economica può far sopportare. Trattasi di pregiudizio, dice compatto il Pdl. No, trattasi di giudizio, tutt’altro che preventivo o precostituito. E’ il giudizio dei fatti, che nasce da un ventennio di disastroso governo dell’Armata Azzurra, che – unica al mondo – continua a sbandierare ancora il “pericolo comunista”.

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