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Lug
06

Le forbici di Monti e l’arte di arrangiarsi


Scene & Retroscena —————–di Alterix


* Le forbici di Monti. Dopo una seduta fiume durata fino a notte inoltrata, il consiglio dei ministri ha finalmente varato i tagli alla spesa pubblica. Sanità e dipendenti statali i settori finiti sotto la mannaia governativa. Nei sindacati e tra i rappresentanti degli enti locali forte è il disappunto. Il rischio che l’operazione si trasformi alla fin fine in un taglio ai servizi per i cittadini è più che concreto. Ma il disappunto cresce quando, sfogliando il testo del decreto, ci si accorge che le Provincie sono state graziate a metà. La Casta l’ha spuntata ancora?
* Le forbici spuntate. La Casta siciliana, poi, è una fucina di record. Ha scritto sul Corriere della Sera Sergio Rizzo: “Esiste in Italia un ufficio pubblico dove c’è un dirigente ogni sei impiegati. Si trova a palazzo dei Normanni, Palermo: è la presidenza della Regione siciliana. Ma il governatore Raffaele Lombardo sappia che non è l’unico in Europa a guidare un esercito pieno zeppo di generali. Il premier britannico David Cameron è nelle sue stesse condizioni: anche a Downing Street ogni dirigente ha in media sei sottoposti. Il fatto è che pure i numeri sono più o meno gli stessi. Cameron ha 198 dirigenti, Lombardo 192. Quanto ai dipendenti, il Cabinet Office, equivalente della nostra presidenza del Consiglio, ne ha 1.337: quarantotto meno dei 1.385 che la presidenza della Regione siciliana contava alla fine del 2011”. E’ ora che qualcuno faccia al presidente Lombardo una proposta che non potrà rifiutare.
* Le forbici di casa. Secondo uno studio della Coldiretti la crisi ha tagliato i consumi e ha cambiato il menù degli italiani: più pasta (+3%) e meno bistecche (-6%), con una flessione media dei consumi alimentari in quantità stimata pari all’1,5%. La crisi fa riscoprire la colazione casalinga di una volta, con il ritorno alla tazza di latte (+2%) accompagnata da biscotti (+3%) e fette biscottate (+5%) ma fa anche rinunciare “ai di più” come le caramelle (-6%) e il liquorino dopo pasto (-3%). Ad essere ridotti in quantità sono anche gli aperitivi (-4%), le bibite (-7%) e i dessert (-10%). E c’è una riscoperta del “fai da te” casalingo con il ritorno a pane, pasta, conserve, confetture e yogurt fatti in casa. Insomma, mai come in questi momenti l’italiano deve riscoprire una sua antica vocazione: l’arte di arrangiarsi.

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