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Set
26

« Le pagliacciate del #pregiudicato » n. 0

il_ritormo_del patonza

D


alla nascita del Governo di larghe intese, con fare ed untuoso ha professato il suo sostegno e senso di responsabilità, ma il suo Dna è solo fare gli affari suoi ; dalla discesa in politica ai giorni attuali.
Ha ricattato, con tutte le forme più eclatanti e più subdole, le istituzioni cercando di ottenere un salvacondotto hai suoi tanti problemi giudiziari ; sentendosi unto dagli elettori e sostenuto dai suoi dipendenti nominati alla Camera e Senato.
Ma il fatto più aberrante, è stato nell’ascoltare le dichiarazioni rese ieri sera dai vari esponenti dello zoo del Pdl ; vedi colombe, falchi e pitonze ; manipolando i fatti per convincere che il popolo beota e ciuco credesse alle loro contorsioni mentali il più più bieco servilismo.
Voler far credere che un imputato, dopo tre gradi di giudizio, la sentenza passata in giudicato è frutto di una manovra delle toghe rosse ; che perseguitano il personaggio con una ferocia senza pari.
Nel momento in cui il paese sta tentando di risollevarsi, per la sua squallidezza tanto personale che politica, ha preferito colpire alle spalle le istituzioni a cui falsamente aveva dato il sosstegno.
La formulazione del ricatto istituzionale, è ancor più abbietta, se decade come giustamente deve essere, dimissioni in massa e crisi di governo ; e come detto da più parti, avrebbe fatto meglio ha dimettersi per salvare una parvenza di onestà intellettuale, ma non è il caso.
E poi, è pura propaganda per i gonzi : “Le dimissioni infatti sono un atto unilaterale e volontario di ciascun eletto, ciascuna di essa deve essere portata all’ordine del giorno delle rispettive Aule e ci deve essere una votazione. Se ne arrivano diverse (sempre individuali perché se arrivano in gruppo i funzionari le dichiarano irricevibili), vanno esaminate e votate una per una, secondo l’ordine di arrivo” ergo dimissioni in massa non è prevista, ma di sicuro diranno che il regolamento è bolscevico.
Il suo diktat è banalissimo : ”Se mi cacciano, se ne va il Pdl”, visto che il partito è una sua azienda o fate come dico io altrimenti tanti saluti ; dire che è tutta una pagliacciata si offendono i pagliacci.
Ma la dichiarazione che a scompisciare è stata : “Da 55 non dormo, ho perso 11 chili”, dimenticando che “chi è causa del suo mal pianga se stesso” ; dopo la sentenza della Cassazione, adesso sente il fiato sul collo per la storia di Ruby, Tarantini, La Vitola ; fare la vittima offende l’intelligenza degli italiani che non lo votano.

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