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Ago
04

Le riflessioni di Gianni Di Quattro

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la parte di popolazione che ogni giorno di più si astiene nel senso che non partecipa alla politica del paese e non vota è quella che fa parte dello strato socio economico più basso. questo avviene nel nostro paese ma non solo.
si crea dunque una “diseguaglianza politica” in cui la parte che partecipa ha voce e ottiene quello che chiede e gli uomini politici è a questa parte di popolo che guardano e parlano esclusivamente.
in questo modo si ha un effetto devastante sul funzionamento della democrazia e si può capire che la diseguaglianza economica sempre più forte è la conseguenza della diseguaglianza politica e viceversa (il gatto che si mangia la coda).
una volta c’erano i partiti che facevano credere alle parti più misere e derelitte che li rappresentavano e li garantivano (la raccolta famosa del consenso come recita la vecchia Costituzione) ma oggi non ci sono più a prescindere dal fatto che la gente non ci crede più (forse proprio per questo).
siamo pieni di analisti sociali, studiosi dei flussi, sociologhi vari, ma il dibattito su questo tema (quello della diseguaglianza politica) è inesistente. una dimostrazione ulteriore di una vera mancanza di una classe intellettuale, incapace di leggere la società e che si trastulla con i soliti antichi discorsi che ha ereditato senza capire.

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