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Lug
15

Le riflessioni di Gianni Di Quattro


A parte l’assunzione di presidi e la regolarizzazione di altro personale quando protesta e in relazione alla forza di questa protesta e a parte qualche decisione di routine nella tradizione del passato, la scuola italiana sembra totalmente abbandonata.
non si parla di strutture di studio, di articolazioni di indirizzi, di progetti e di programmi, di piani di studio, di formazione dei docenti e di regole per la misurazione della qualità degli studenti.
non si discute del fatto che la formazione dei giovani deve essere meno specialistica e più globale, più elastica con attenzione alla cultura, allo sviluppo di interessi, alla evoluzione sociale e alla metodologia di apprendimento. non si riesce a capire che i giovani che oggi studiano quando usciranno dalla scuola dovranno fare lavori che oggi ancora non esistono e che devono essere in grado di capire e di conoscere in breve tempo cose che oggi non si prevedono e che devono essere attrezzati per poterlo fare.
il dibattito sulla scuola che è vitale per il futuro del paese è assente nella politica, poco presente negli ambienti culturali, assente o quasi nel mondo della informazione.
il poco dibattito esistente negli ambienti accademici è rigido, tradizionale, poco innovativo, orientato all’oggi e non al futuro, banale e inutile in poche parole.
anche da questi segnali si può capire come sarà il domani per chi avrà la fortuna umana di viverlo.

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