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Lug
13

Le riflessioni di Gianni Di Quattro


Una volta per fare politica si cominciava da ragazzi o da molto giovani. scuole di partito, esperienze negli enti locali, partecipazioni a incontri, conferenze, seminari, lavoro per fare campagne elettorali come fare il porta a porta e altro, poi si era pronti, si aveva la preparazione e l’esperienza per assumere incarichi, per fare servizio pubblico, insomma la politica era fatica. lavoro, passione e cultura come altri mestieri professionali: ora chiunque può scendere in politica senza alcun retroterra, così come si trova . proveniente dalla classe medica, dalla magistratura, dallo spettacolo, dallo sport, dall’insegnamento, dalle aziende, purtroppo spesso anche dal niente, purchè sia conosciuto o purchè aderisca a qualche movimento o partito che gli offra una etichetta e una copertura mediatica e siamo ridotti come siamo ridotti anche per questo!

Pare che ormai molti a partire dal Presidente del Consiglio pensano di essere dei grandi protagonisti della storia e di avere in pugno il paese e di potere fare quello che vogliono, anche piegare la democrazia, diciamo quel simulacro di democrazia che ancora ci resta
tutto questo desta preoccupazione, meraviglia per il fatto che il paese sopporta tutto senza reazioni significative, conferma l’inutilità sociale e culturale dei media di questo paese, dà un senso di grande tristezza mentre rinnega valori e speranze.

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