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Ott
24

« Legge di stabilità ma senza tagli alla Casta »

iltagliatore

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llora, leggendo il testo Legge di stabilità, quale pietra miliare per il nuovo corso decantato dal governo, o meglio da quasi tutti, nello scorrere i vati articoli, decifrandoli dal politichese con il quale sono scritti ; si scopre che per la Casta non si risparmia nulla anzi si spende di più.
Visti i chiari di luna, in cui versiamo, era auspicabile che “ con rulli di tamburo e squilli di tromba”, s’annunciasse la nuova era di taglia alla Casta azzerando le spese improduttive ; ma purtroppo, confermando il passato, la Casta non è disponibile a rinunciare ad un solo centesimo d’euro.
La macchina istituzionale, dalla voracità inesausta, è un idra dalle molteplici teste tanto per citare : Camera, Senato, Quirinale, Corte dei Conti, Tar, Consiglio di Stato, Cnel, Consiglio superiore della magistratura ; e via discorrendo.
Ma la parte più affamata, s’annida tra la Camera, Senato e Presidenza della Repubblica, difatti nell’ordine costano alla comunità la cifra di : “alla Camera 943,1 milioni), Senato 505,36 milioni e Presidenza della Repubblica 228 milioni ; per un totale dii circa 1,5 miliardi d’euro.
Non esiste, in nessuna democrazia, una macchina tanto dispendiosa dove gli sprechi e l’inutilità la fanno alla grande ; ma visto che restano immutati gli stanziamenti base, ecco che spunta fuori una nuova spesa.
Nasce, con questo governo, un ufficio congiunto Camera-Senato che dovrà vigilare sull’effettivo rispetto del principio di pareggio di bilancio inserito nella Costituzione con la legge 243 del 24 dicembre 2012 ; per la modica somma di 6 milioni di euro, invece dell’occupazione crescono le spese.
Se questo è il nuovo che avanza, non ci fa rimpiangere il vecchio, resta sempre quella speranza che dopo una degna legge elettorale, si ridia voce agli elettori e non ai nominati di bottega.

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