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21

« Legge elettorale, si scrive “maggioritario” ma si legge “totalitario” »

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llora dopo il vergognoso e vituperato “porcellum”, in stile littorio s’annuncia “l’italicum” , elucubrazione proposta #CoeRenzie (da Twitter Matteo Renzi), basandosi sulla possibilità di un ballottaggio tra le due coalizioni che hanno ottenuto più voti.
Quindi se non si ha il 50% più uno, si ritorna a votare, nel caso in cui nessuna delle due coalizioni raggiunga la soglia del 35% dei consensi, con la soglia di sbarramento tra il 5% e 8%, di fatto vi è una prima sfrondata ai cespuglietti.
Questo arzigogolo è per consentire per accedere al premio del 15%, per assegnare il bonus che consente di ottenere una maggioranza certa alla Camera ; resta da capire, se per caso fanno pari e patta, voto più voto meno ; oppure 35% di base e si conta la differenza dei voti.
Comunque restando le solite liste bloccate di sei candidati per circoscrizione e gli sbarramenti: al 5% per i partiti in coalizione e quello dell’8% per le forze che si presentano da sole ; giusto per salvare la forma dei soliti nominati.
Questa riforma, da il sospetto che sia un sistema totalitario per i partiti di maggioranza, condannando di fatto all’opposizione il resto, onde evitare i soliti ricatti da mercimonio per avere il voto di sostegno in cambio di poltrone o nomine.
In effetti l’ipotesi di introdurre un secondo turno di ballottaggio nel caso nessun partito o coalizione raggiunga in prima battuta la soglia del 35-38%, non sarà del 15% ma sarà valutato per permettere che al vincitore possa raggiungere una maggioranza di almeno il 53-55% per garantire la governabilità.
Di tutta questa storia, l’unica cosa che lascia perplessi gli italiani ed il resto delle democrazie mondiali, come si possa permettere a dei pregiudicati in via definitiva, che possano influire o meno sulla riforma elettorale e sulle vicende di governo ; confermando il vezzo d’essere una repubblica delle banane.
Ma adesso in casa PD, mettono i puntini sulle “i”, rispolverando vecchie dichiarazioni tipo :
“Luciano Violante, le cui parole vengono riferite in un articolo de “Il tempo” dell’8 febbraio 2012: “Siamo assolutamente contrari al ritorno alle preferenze, che aumentano i costi della politica, premiano chi ha clientele e non sempre il merito”. Idem per Luigi Zanda, su “Il Sole 24 ore del 31 gennaio 2012: “I collegi sono meglio delle preferenze. Si evita in questo modo il gravissimo rischio di ordine pubblico, ossia l’infiltrazione della criminalità organizzata come accaduto in passato. E si controllano meglio i costi delle campagne elettorali, che con le preferenze sono altissimi”.” [fonte Dagoreport]
La strada dell’Italicum sarà lunga ed impervia , ma ancor più se la giustizia continuerà a fare il suo corso sul #pregiudicato, oppure confermare che con i mezzi ed il potere la giustizia non è uguale per tutti ; e l’autore di questa resurrezione dovrà renderne conto agli elettori

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2 commenti

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  1. attilio cece scrive:

    Ieri sera debbo aver mangiato troppo ed ho fatto un sogno su una piccola
    modifica da inserire nella prossima legge elettorale (qualsiasi forma essa avrà):
    – Il numero dei deputati eletti dovrà risultare dal rapporto tra il massimo
    previsto dalla legge (635) e la relativa percentuale dei voti validi.
    Vale a dire che astenuti, schede bianche e voti non validi/annullati daranno
    seguito alla RIDUZIONE del numero degli eletti.

    da questa sera solo brodini e minestrine !!!!!

  2. Katia Bellillo scrive:

    ottimo articolo sottoscrivo anche le virgole

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