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Ott
13

Letta e Ferrara battano un colpo di Nuccio Fava


ORA DI PUNTA


Se fosse successo ai tempi della cosiddetta prima Repubblica –dopo un voto contrario sul rendiconto dello Stato- la crisi si sarebbe subito aperta e la delicata e complessa situazione sarebbe stata rimessa nelle mani del capo dello Stato. Ma Berlusconi è Berlusconi. Si crede insostituibile, il migliore, l’unico in grado di tirare fuori l’Italia dai guai. Il Cavaliere non riesce neppure a percepire che è lui stesso la causa principale delle difficoltà e del discredito dell’Italia. L’Europa insiste sulle misure urgenti, indispensabili per la ripresa. Ma il decreto per la crescita sempre annunciato e mai definito si smarrisce tra le ipotesi più stravaganti, compresa quella di un nuovo condono eticamente orribile, di dubbia resa e in radicale contraddizione con la lotta all’evasione

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