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Giu
01

Libera Firenze ultima fermata


Nell’estate del 2009 mi ero riproposto di appendere la scheda ed il computer al chiodo e non occuparmi più della mia città. Poi, dopo numerose richieste da parte di amici, lettori, semplici naviganti, ho ripreso a scrive su questo modesto blog. Ho scritto di Firenze, ho parlato di politica, ho cercato di dare un senso alla mia breve esperienza per cercare di cambiare questa città che oggi sembra più non appartenermi. Ho un lavoro, due figli, una famiglia dovrò cercare di migliorare il posto in cui vivo o no? Grazie a Rinascimento Fiorentino ho conosciuto diverse persone con le quali ci siamo mantenuti in contatto scambiandosi impressioni e notizie su chi sta amministrando la città da oltre 20 anni a questa parte. Come ho sempre detto se alla maggioranza degli elettori sta bene così (nel 2009 furono 100.689) mi inchino democraticamente alla volontà popolare. Ma non voglio sentire però poi voci di malcontento perchè la scelta di una classe politica rispetto ad un’altra comporta anche questo. Ma il fiorentino è guelfo e ghibellino ed è intrinseco nel suo DNA avere questo tipo di comportamento. Oggi però la città sta lentamente ed inesorabilmente scivolando verso il basso e ha voglia il sindaco ad essere così pimpante nella sua promozione: chi viene a Firenze non si aspetta questa Firenze, ma una Firenze che non c’è più. Artigiani, botteghe, artigianato, tutte cose oramai scomparse, erose, fagocitate da realtà che non ci appartengono.
Un gruppo di amici in questi giorni si è riunito sedendosi in cerchio nella stanza, una sorta di tavola rotonda. Un gruppo variegato di persone ognuno con una specifica esperienza in un determinato settore. Ognuno con un sogno chiamato Firenze. Anche io ero li, e li forse ho ritrovato quella voglia di lottare per arrivare al 2014 pronto ad una nuova sfida. Nascerà un gruppo, un movimento, una lista civica a carattere completamente trasversale ed il futuro leader che sarà candidato sarà come un allenatore di una squadra di calcio. Oggi Firenze ha bisogno di un leader forte, ma non chiacchere e distintivo, ma un leader che stia tra la gente, che vada con lo scooter, che faccia la spesa nei negozi e che non vada a dormire a Pontassieve ma resti nel cuore della città che amministra. Vedendo il cursore che crea le parole su questo monitor, già mi emoziono, ma so che questa emozione sarà breve se le cose non cambieranno, e da fiorentino docg so che sarà l’ultima fermata prima di perdere quel treno che si chiama futuro!

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