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Ott
29

« L’inanità del governo verso la parte povera del paese »

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utto quello che sta facendo o fatto, il salvatore della patria da Firenze, la mancetta di 80€ per una parte degli italiani e la promessa del bonus bebè di 80€ alle neomamme per tre anni dal 2015 ; ma non per le famiglie a basso reddito ma persino chi ha 90.000€ lordi.
La sperequazione sociale è evidente, la prima elargizione era un vero e proprio spot elettorale, la seconda per raccogliere ulteriori consensi, non si ravvisa alcuna operazione atta a ridare un minimo di fiducia a tutte le famiglie italiane che si barcamenano ad arrivare a fine mese.
Mentre si perdono in sterili contrapposizioni, il paese continua a navigare a vista, ne governo ne sindacati si rendono conto che alle tante parole delle convention o manifestazioni ; adesso più che mai servono fatti in tempi iper rapidi.
Stando alla Coldiretti
Nel Meridione più di 3 famiglie su 4 (77%) a causa della crisi nel 2013 hanno messo in atto strategie di contenimento della spesa, riducendo la qualità o la quantità di almeno uno dei generi alimentari acquistati, contro un dato nazionale del 65%.
Poi leggendo questo articolo di Francesca Sironi ” Così la crisi rende poveri i bambini italiani” ; mette decisamente i brividi, e ci si chiede che classe politica e sindacale abbiamo.
Dichiarare sempre con lo stile dell’annuncite : « Non bastano sei mesi, ma certo già la prossima primavera vedremo il Paese ripartire, dopo troppo tempo di palude e di stagno» ; gli italiani sono stanchi e non se ne accorge, e quando lo farà sarà ben tardi.

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