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Giu
19

« L’inquisizione al pesto »

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artendo dal postulato« la libertà di manifestazione del pensiero, infatti, si connette ad altre forme di libertà poiché il diritto a diffondere opinioni e giudizi è alimento di quelle realtà associative e organizzazioni politiche imprescindibili protagoniste di un sistema democratico pluralista. Quello voluto dalla Costituzione », (Giudice Franca Mangano, prima sezione del Tribunale civile di Roma).
Forse, i “parvenu” nel mondo oscuro della politica, avrebbero dovuto fare un corso approfondito di diritto d’informazione ed espressione, altrimenti come ha scritto la senatrice del Movimento 5 Stelle Monica Casaletto, su facebook : “Siamo dei bimbominkia e di comunicazione non capiamo un caxxo”.
Si può essere fedeli ad un’idea, convinti in buona fede d’essere la nuova via della politica, ma non si può scadere nel servilismo nell’esternare : “La cittadina Gambaro chieda perdono a Grillo” , BLUNDO senatrice M5s; od ancor peggio il ‘cittadino M5S Di Stefano, definisce la collega Pinna: “laureata disoccupata che vive a Quartucciu e difende la Gambaro, miracolata che si crede Che Guevara”.
Il sit-in ribattezzato dai talebani ultra ordtodossi ‘Grillo pride’, assume la stessa valenza dell’esercito di Silvio, il culto della personalità del capo supremo con la corte delle clientele e peones,
a nessuno è dato il sacrosanto diritto d’esprimere le proprie idee ; il dogma non è lontanamente discutibile.
Già il solo pensarlo, è delitto di lesa maestà, basta un nonnulla per essere epurati, ha ragione il buon Luca Telese cinguettando un messaggio : “Il processo #gambaro: se avessimo visto in streaming quelle quattro ore di farsa il #m5s sarebbe al 2% #radioies” ; un pensiero al vetriolo.
Come suol dirsi il potere logora chi ce l’ ha, perché gli dà alla testa, beandosi nel’ illusione di invincibilità, senza aver il lontano pensiero di rischiare esiti discutibili ; essere al disopra a tutti ed a tutto, prima o poi paga un prezzo pesante, e di esempi storici ne abbiamo a iosa.
Quando in un partito o movimento si comincia a fare epurazione per divergenze di pensiero, è l’inizio del pogrom, creando la perdita del consenso da parte dell’elettorato ; l’exploit ottenuto era per la novità ed il voto di protesta.
Adesso ci si rende conto che, andando con lo zoppo si prende a zoppicare, tant’è quando si vuol fare sempre i primi della classe qualche volta si scivola sulla classica buccia di banana ; come ha scritto sull’Espresso Aula deserta, chi è senza peccato ; una foto eloquente scattata dal deputato democratico Paolo Coppola .
Forse un bel bagno d’umiltà, non farebbe male ai movimentisti, per ridare senso al movimento nella più stretta osservanza della democrazia ; continuare sulla strada padronale non porta lontano.

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