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05

L’INVOLUZIONE DA MOVIMENTO 5 STELLE A SAMOVAR DI CAZZATE

dallarete01


Sto seguendo una cara amica (lei è impegnata politicamente, io no) su facebook mentre cerca di lottare contro la stupidità del “nuovo corso grillino” e devo dire che la psichedelia continua a divertirmi, anche se ormai lo schema di quanto stia succedendo su M5S è abbastanza chiaro.
Essenzialmente, il problema del Movimento è questo: purtroppo Roberto Casaleggio è morto. Dico purtroppo perché nonostante, in vita, ne pensassi tutto il peggio possibile di lui e della sua banda, morti come le sue non si augurano neanche al peggior nemico.
Ora, nel momento in cui Roberto Casaleggio non c’è più, nel M5S, occorre chiedersi quale fosse il suo ruolo o meglio: possiamo vedere cosa sia M5S quando lui manca.
La prima carenza è di Beppe Grillo.
Quando si giudica il Movimento fondandolo sulla leadership di Grillo, basicamente si mostra di non conoscerlo.
Grillo non è il creatore del Movimento, viene dipinto come tale perché il VIP più famoso ad avervi prestato volto, voce e talento mediatico.
E’ semplicemente un ariete che porta avanti idee altrui, che lui rende commestibili grazie alla sua forza scenica.
Pertanto, sebbene sappia ancora trasformare un evento in uno spettacolo comico, non ha chiaramente un personaggio da recitare.
Grillo è un ottimo comico, uno straordinario animale da palcoscenico, io non l’ho MAI sopportato neanche quando si limitava a fare il comico (allergico come sono sempre stato a chi critica, anche se critica bene; e solidale nei confronti di chi fa, anche se nel fare sbaglia).
Ma sul piano artistico nulla da dire, è evidente che si tratti di un fuoriclasse.
Ha tuttavia un piccolo limite: non si scrive i testi.
Sono stati diversi gli autori che lo hanno spalleggiato nel corso della sua carriera: tra i più noti, per dirne uno, c’era Antonio Ricci di Striscia la Notizia.
Invece, quando sfasciava i monitor sul palco, il suo autore era Michele Serra, uno che dagli anni Novanta passa il suo tempo a ricordarci quanto disprezza Internet, quanto è brutta Internet e a darsi arie sul fatto che non ha né Facebook né Twitter, una sorta di Nanni Moretti 2.0 (“Mi si nota di più se mi iscrivo a facebook e me ne sto in disparte o se non mi iscrivo a facebook?).
Così, siccome a quei tempi il suo autore voleva un personaggio naif, troppo naif per capire il computer, questo avevate.
Grillo, cioè, diventa qualsiasi cosa voglia l’autore, che nei suoi confronti si comporta da Pigmalione.
Poi è arrivato Casaleggio e ha scritto un copione diverso, ovvero un personaggio diverso, ed è nato il Grillo di oggi, ovvero il volto di un movimento politico.
Intendiamoci, Grillo, aveva già molte delle sue idee eco-complottiste e quindi in un certo senso Casaleggio ha solo “limato gli angoli” , oltre a dare una direzione coerente al complesso “ideologico” che Grillo esprimeva.
Ma il senso è che Grillo era un “attore” già formato, con le sue idee, che recitava sul palco un copione scritto da Casaleggio, robabilmente concordandolo con Grillo stesso, che aveva già alcune delle sue idee.
Inoltre, Casaleggio aveva ideato la linea iniziale del movimento, ovvero quella di parlare di problemi concreti della persona comune, quella di NON parlare di geopolitica e NON parlare di macroeconomia, cosa che nella visione di Casaleggio dovevano fare i “grandi esperti” (tipo Stiglitz) mediante interviste.
Dopo la vittoria alle elezioni, Casaleggio si era anche occupato di organizzare la comunicazione dei parlamentari grillini, in modo da impedire che venissero singolarmente a contatto con la stampa. La sua strategia era di presentarli come gruppo, e non come persone.
C’erano due (validissime) ragioni in questa strategia: la prima è che la persona singola è facilissima da massacrare, essendo un personaggio per definizione, il che vuol dire di riflesso che un collettivo di cento e rotte persone è praticamente impossibile da giudicare per l’opinione pubblica.
La seconda era che Casaleggio temeva (a ragione) che mescolandosi al teatrino mediatico si verificassero due cose, dannose per il movimento; la prima che il teatrino facesse sì che la gente percepisse i vari Di Maio, Di Battista, Taverna, Raggi, Morra, Toninelli, come integrati nel sistema e dunque nella gente venisse meno la capacità di distinguerli dal sistema da abbattere.
La seconda, che il core business di Casaleggio (roteante tra il blog di Grillo e i siti della galassia della Casaleggio Associati) venisse distratto da quegli asset e finisse nelle mani dei nuovi leader mediatici che stavano venendo fuori.
Mano mano che Casaleggio si ammalava, i nuovi gioiellini del movimento tiravano fuori la testa e Casaleggio, un po’ perché non più in grado di tenere le redini del gruppo, un po’ perché consapevole che la sua vita volgesse al termine, li ha lasciati fare.
Così c’erano nella mente di Casaleggio tre enti: una era Grillo, ed era l’unica persona in carne ed ossa del movimento.
Era un professionista dell’informazione , sapeva tenere il palco e le telecamere ed era un avversario pericolosossimo perchè, da abile guitto, poteva prendere per i fondelli l’interlocutore in maniera convincente.
La rappresentanza politica doveva essere come un collettivo compatto, una falange, che (defezioni a parte, ma i due minuti di odio fanno sempre comodo) doveva rimanere un gruppo di facce anonime, tutte con i loro cinque minuti di discorso a disposizione, troppo breve per poterli giudicare, e troppo collettivo per apprezzarne le qualità umane.
La strategia era di farli apparire sul blog quella (rara) volta in cui, a turno, parlavano, scriverci sotto tipo chessò: “Paola Taverna distrugge Saddam Hussein”, e via andare.
Poi c’era “la gggente”, che indicava sia una massa indistinta di persone “coi problemi”, gli unici problemi degni di nota e qualche personaggio di alto lignaggio, che dalla folla saliva sul palco e prtava la sua preziosa testimonianza, tipo Dario Fo.
Come ogni partito, aveva chiaramente quelli che “spingono” sia sul piano politico (diversi parlamentari “notevoli”) sia sul piano della comunicazione alcune entità (commerciali o meno) che costituivano una serie di “colonnelli”, che Casaleggio teneva inquadrati e ai quali aveva dato un preciso ruolo, da Messora alla Cosa.
Che cosa succede oggi che Casaleggio non c’è più?
Innanzitutto è caduto il divieto di parlare di geopolitica e macroeconomia sul blog.
Non appena questo divieto è caduto e i grandi Premi Nobel hanno perso il monopolio del blog su macroeconomia e geopolitica, si è fatto avanti Grillo e ci ha messo le sue personali idee e con lui i suoi colonnelli.
E’ arrivato Di Battista a dire che l’ISIS va trattato come un interlocutore, Di Maio a confondere il Venezuela col Cile, le scie chimiche, le sirene etc.
Il guaio delle idee di Grillo è che stiamo parlando di una persona che ha il pensiero tipico della camicia rossobruna, ovvero di quei personaggi che risultano da una progressiva fusione tra opposti estremismi, l’estrema destra e l’estrema sinistra.
Sia l’estrema destra che l’estrema sinistra hanno una loro dignità intellettuale ma sono come alcuni composti chimici; da soli magari sono innocui e pure salutari, messi assieme creano un veleno.
Quando l’estrema destra e l’estrema sinistra si fondono, creano un veleno potentissimo che manda in malora tutto ciò che toccano.
A quanto sopra, Grillo aggiunge un ecologismo pauperista (che era già suo), un certo catastrofismo (che era già suo) ed alcune idiosincrasie, verso chiunque tocchi per sbaglio il business della pubblicità e il business dell’edilizia turistica.
Ma il fatto che Casaleggio sia morto, ha causato anche altre problematiche ed in particolar modo coi suoi colonnelli.
La comunicazione del blog è finita sotto il chiaro imprinting di TzeTze.
E, a parte la propensione alla bufala più squalificata e meno credibile, si sta caratterizzando per la perdita di qualsiasi lato utopista, perdendo il sole dell’avvenire, che ormai è stato sostituito da una buia notte apocalittica in arrivo.
Se Grillo ha rappresentato, per 9 milioni di elettori, una speranza, oggi rappresenta l’angoscia per la fine imminente.
Il blog di Grillo, oggi è il peggiore mix tra la versione italiana della Pravda, Cronaca Vera e Dagospia.
Da un lato perchè pullula delle idee personali di Grillo, e dall’altro perchè i suoi colonnelli hanno usato la loro forza (sul piano della mera composizione economica delle entrate del sito).
Ma il disastro vero sta arrivando dai parlamentari. Privo di Casaleggio a produrre contenuti o a selezionarli, la scelta (di Grillo?) è stata quella di “mandare avanti i più bravi”.
E’ qualcosa che io, per esempio, nei miei forum ho vissuto in più di una circostanza.
Se capitava che le cose andassero male (le tematiche dei forum sono cicliche e quindi può capitare a chiunque) l’inevitabile strategia era quella di dare più poteri ai colonnelli del forum (il vice-admin, il supermoderatore etc.).
Va bene quando hai una community tua privata, meno se hai un partito.
Il guaio è che era invece corretta l’intuizione di Casaleggio.
La natura del Blog di Grillo ha attirato nel parlamento italiano tutta una serie di bimbiminkia cresciuti, spinti alle stelle senza meriti particolari (se ricordate, nei comizi di grillo se ne stavano dietro di lui in fila, parlavano alla fine e quando parlavano rimpiangevate che lo avessero fatto) e specialmente avevano fatto “politica sul territorio”, roba che fa tanto “uomini vissuti della politica” e che in realtà non era altro che “volantinaggio e vendita di gadget”.
In pratica, è come se il successore di Berlinguer lo si fosse scelto nelle file dell’FGCI del Liceo Classico Plinio il Giovane di Città di Castello.
Il risultato di tutto questo è che sia M5S che il blog di Grillo si sono trasformati in qualcosa che, volendo essere precisi, per venire incontro al titolo, definirei “Samovar di cazzate”.
Non so se tutti sappiano cosa sia un Samovar.
Si tratta del modo asiatico (ma anche russo, lo vedete usare a Orso, di Masha e Orso) di consumare il the, ha origini mongole ed è un grosso contenitore ad anfora ,che dispone di una sorgente termica (carbone, legna per i più grossi, oggi come oggi sono quasi tutti elettrici) e ha uno scopo preciso: tenere in caldo una riserva di tea sufficiente ad accontantare un cospicuo numero di ospiti, anche senza dover pianificare prima.
E’ come quando, uscendo con gli amici, prenotate una botticella di birra, in modo da non dover prendere le ordinazioni uno ad uno.
Ecco, oggi come oggi questo è il blog di Grillo: un Samovar di cazzate.
Quando il giornalista vuole sparare su M5S, non deve chiedere un’intervista, come accade quando vi annunciate per sedere a tavola durante il tea delle cinque.
Trattandosi di un Samovar, non dovete annunciarvi perchè, se anche arriva una persona in più, si apre il rubinetto e c’è tutto il the che volete.
Un altro scopo del Samovar, quando non è grandissimo, è di tenere al caldo il the per molto tempo.
Questo perchè un tempo arrivare puntuali non era così semplice e l’ospite che arrivava, diciamo, mezz’ora dopo avrebbe trovato ugualmente un buon the ad aspettarlo.
Analogamente, il giornalista che voglia linciare M5S non deve farsi annunciare.
Non ne ha bisogno, dal momento che tutti i parlamentari, con Casaleggio passato a miglior vita, hanno iniziato a dire le cose che pensano; e il problema è che non sempre le cose che pensano hanno molto in comune con la realtà di questo pianeta.
In questo modo, M5S ha cambiato radicalmente la sua sostanza: da partito dell’Uomo Comune (e quindi già di per sè qualcosa di cui diffidare) è diventato il partito dei bimbiminkia ciucci e arroganti e lo ha fatto esplicitamente, senza filtri e senza una strategia che si proponesse di tenere le cazzate peggiori sotto una coperta di silenzio.
Quello che state vedendo oggi è il Movimento 5 Stelle senza Casaleggio.
Privo di un autore, Grillo sta cercando di fare del suo meglio, ma il figlio di Casaleggio è, appunto, “il figlio di” e il comico non riesce più a trovare un autore che ne sfrutti sia il lato comico che il lato politico.
Grillo ha bisogno di un autore, ma purtroppo i requisiti sono enormi:
– Deve aver fatto il manager e aver gestito gruppi, in modo da saper tenere a bada i colonnelli ed inquadrare i parlamentari.
– Deve aver fatto l’autore, cioè avere esperienza con il content management e con le strategie di web reputation.
– Deve avere una visione politica, cioè deve avere dei contenuti diversi dal catastrofismo ecologista di grillo e dalla ricerca del bullismo liceale di Messora.
La sfiga è che di autori con queste qualità non ce ne sono.
A questo punto, o sperate che arrivi un altro Casaleggio e che abbia voglia di riprendere in mano tutto il caos che oggi è M5S, oppure MOLTO PRESTO qualcuno dei colonnelli deciderà di camminare con le sue gambe e si farà il suo partito, che chiamerà Nuovo Movimento Cinquestelle (i diversamente grillini che però in realtà sono diventati antigrillini) Rifondazione Grillina o cose simili.
Che sia in corso uno scontro tra colonnelli è risultato abbastanza evidente.
Le esternazioni di Annalisa Taverna (sorella della più famosa Paola) era ovvio che andassero prese per quel che erano, ossia le opinioni private di una cittadina, ancorché sorella di un’importante parlamentare.
Ma la reazione, che ho avuto modo di osservare, vedendo come sono stati trattati alcuni grillini che hanno osato criticare pacatamente la Raggi (ricevendo in cambio linciaggi, insulti, cancellazioni di massa) fa capire come l’impianto che sta dietro sia le posizioni del clan Taverna, sia dei suoi avversari, faccia presagire uno scontro ormai prossimo.
E’ assolutamente chiaro che la macchina da soldi del blog è una preda ambita da chi se ne occupa ed è altrettanto chiaro che alcune personalità nel partito hanno deciso di oscurarne altre (tipo la Taverna che appare sempre meno a favore di alcune, come Di Battista e come la Raggi che appaiono sempre di più.
Manca, dunque, l’autore, ed il comico non sa più che cosa dire. Siccome manca il manager non c’è organizzazione e siccome manca il politico il partito è diventato una testata scandalistica.
La sfiga è che queste tre persone erano una persona sola.
Oggi quel partito sta procedendo col pilota automatico. Sui temi odierni prende posizioni che sembrano prese dal fascioleghismo dei primi tempi, dal fascismo di Terza Posizione (molte idee di Di Battista sono di Freda) e dal pensiero anticontroboicottaro dei vecchi rifondaroli.
Oltre a questo, rimane a Grillo soltanto di ripetere parole già dette in passato perchè, non essendo un autore, non sa produrre alcuna novità. Non ha visione.
In questo modo, bisogna solo aspettare lo schianto: il pilota automatico può bastare per qualche tempo, ma ad un certo punto occorre proprio un pilota.
E se pensate che qualcuno degli “eletti” di M5S sia in grado di prendere il comando, evidentemente vi sfugge il problema ovvero che state assistendo proprio al maldestro tentativo, da parte di alcuni di loro, di occupare il posto vuoto.
Con gli esiti che vedete.

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