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Apr
24

« L’Italia affonda e si fanno titoloni per berlusquoni »


Come al solito, evitando la spesa del cartaceo inutile persino per ii bisognini animali, si scorrono in rete le varie testate giornalistiche per seguire i vari eventi, l’anteprima è di Sky notte per mettere già curiosità sugli argomenti. Poi con i primi telegiornali, si annusa l’aria di cosa sta accadendo o accadrà quasi in tempo reale, e questa è informazione salvo i casi di chiara matrice padronale ; per i quali è d’obbligo le desiderata del dominus, per evitare sue rampogne o peggio destituzioni.
Ieri campeggiano due titoloni sulle note vicende burlesque del nostro immaginifico patonza nella sua “stanza da musica” :
la telefonata intercettata
Ruby scagiona Berlusconi: “Non ho fatto sesso col Cav”
La ragazza marocchina si confida con un’amica: Silvio pazzo di me, mi dà 47mila euro a settimana

Seguito subito dopo dalle sue vicende personali :
Cav incontra l’ex Veronica
Verso accordo su divorzio
Dopo tre anni di battaglie, pranzo coi figli per Silvio e la Lario: più vicina la consensuale

Forse i lettori di questo quotidiano ed anche di altri, sono più attenti alle faccende boccaccesche che ai reali problemi che stanno accadendo, notizie del genere al massimo in 90esima pagina, star dietro allo squallore postribolare di chi doveva rappresentare il paese non è più d’interesse, al massimo indifferenza se non disgusto.
L’inizio di settimana, è stato quanto mai foriero dei soliti attacchi speculativi nei confronti dell’Europa, borse giù e spread in su, un classico che stiamo vivendo da mesi portandoci nella spirale della crisi più profonda.
Quello che sta accadendo è semplicemente di spostare il punto focale della depressione economica e finanziaria mondiale da Londra e New York sul continente europeo, grazie alla fragilità dell’UE e della non coesione fra i vari stati membri.
Sarebbe di gran lunga meglio che i media dessero le notizie di quanto sta accadendo al nostro paese, dando ampio spazio al “pozzo nero” dov’è caduta la politica, alle malversazioni ricorrenti, e non da ultimo a tutte le promesse del sobrio governo tecnico non mantenute.
Come scriveva Montanelli : «I nostri uomini politici non fanno che chiederci a ogni scadenza di legislatura un’ atto di fiducia. Ma qui la fiducia non basta: ci vuole l’atto di fede»; e di fede n’è rimasta ben poca.

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