BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Lug
23

L’Italia unita vista da Ponte di Legno di Nuccio Fava


ESPERIENZE


Ponte di Legno senza Bossi fa una certa impressione. I turisti sembrano sempre uguali e sempre numerosi, ma non è vero. Sono di meno anche nel finesettimana, perché le difficoltà riducono pure le vacanze. Di Bossi preferiscono non parlare. Domina lo sconcerto ,si sussurra che il Trota e il cerchio magico lo abbiano portato alla rovina senza che nemmeno se ne rendesse conto: cosa non fa fare l’amore smisurato e la dedizione senza limiti. Domina però soprattutto l’indifferenza, quella sorta di assuefazione che porta a dire “sono tutti uguali, la corruzione da tempo non ha più limiti”.
Ho sperimentato questa atmosfera durante il dibattito nell’aula del consiglio comunale di Ponte sabato sera, invitato a presentare la mia inchiesta Tv “150 anni d’Italia unita, anche al Sud“ realizzata con l’eccellente collaborazione di Claudio Speranza, recente vincitore del premio Libero Bizzarri.
Non abbiamo girato nemmeno un fotogramma da Roma in su, senza ovviamente alcun intento polemico né di leghismo alla rovescia. Abbiamo scelto di fare un bilancio dei 150 anni dell’Italia puntando esplicitamente sui problemi del Mezzogiorno. Oltre uno straordinario intervento iniziale di Benigni con un profetico messaggio di Giuseppe Garibaldi sulla necessità di lavorare per gli Stati uniti d’Europa, abbiamo preso l’avvio praticamente da Orvieto. Volevamo fare conoscere l’avventura dei “Cacciatori del Tevere“ , corpo speciale istituito su suggerimento di Cavour, per iniziativa di un notabile di Bagnoregio e successivamente sotto la guida del colonnello Masi. Una storia certo non fondamentale che dice bene però del fervore e della partecipazione popolare al processo risorgimentale anche in aree molto distanti, come i 5 giovani universitari condannati a morte dall’esercito borbonico nel castello di Gerace, estremo lembo della costa ionica calabrese, oggi luogo di periodici sbarchi di disperati che tentano di sfuggire alle violenze e alla fame. Durante le riprese ci è accaduto di incontrarne 140, tutti curdi, abbandonati all’alba a pochi metri dalla riva, ma con l’emergenza per i soccorsi subito in campo, coordinata dal sindaco e con grande umanità e competenza dalle forze dell’ordine e della protezione civile, da numerose associazione di volontariato.
Una bella Italia da raccontare, come la voglia di stare insieme espressa dalle tante feste religiose incontrate lungo i paesi del Sud, la voglia di non arrendersi ai soprusi e alle mafie specie da parte dei giovani, scoraggiati ma non rinunciatari pur in tempi di crisi così acuta. Abbiamo raccontato anche qualche eccellenza come il Campus universitario di Arcavacata a Rende, alle porte di Coisenza, o il Laboratorio d’Arte in continuo sviluppo e apertura multiculturale tra gli splendidi Sassi di Matera, le speranze e le attese suscitate dal nuovo sindaco di Napoli per un rinnovamento e il coinvolgimento delle nuove generazioni.
Turisti e valligiani hanno mostrato interesse e non è emersa esplicitamente nessuna posizione e rivendicazione leghista. La Ponte di Legno delle adunate di Bossi sembra finita per sempre.

Media 4.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*