BLOG : La voce di quasi tutti

«

»

Mar
06

LO SCUDO DELL’EUROPA

logo-comune-info.net-2


Quella che sta per cominciare, fra un paio di settimane, è una primavera da incubo. C’è il virus del terrore, che alimenta il panico ma non serve a fermare il contagio, ci sono poi – appena dietro l’angolo – le apocalittiche minacce che derivano dai cambiamenti del clima e dai veleni nell’aria, sulla terra e nell’acqua. Ed ecco, infine, le immagini più crude dell’orrore in cui si trascina la democrazia dispotica d’Europa nelle isole dell’Egeo. Ha ragione Guido Viale: potrà anche sembrare assurdo ma il segnale politico più ripugnante non viene dai vecchi e dai bambini accatastati nell’inferno di fango e rifiuti del campo di Moria, a Lesbo; e nemmeno dalle connivenze della polizia e di buona parte della popolazione greca con i fascisti che aggrediscono profughi e volontari. Quel segnale lo manda la massima autorità della Commissione europea, in visita a quei confini, osservati da un elicottero come si fa con le catastrofi “naturali”, quando definisce la Grecia e le sue politiche migratorie “scudo d’Europa”. La seconda linea di trincea, dopo quella turca (o libica), esterne ai confini della civiltà. Centinaia di milioni di euro e un’intera flotta vengono destinati oggi così a quella stessa Grecia, umiliata, ricattata, spolpata e spinta alla fame e all’autolesionismo appena qualche anno fa. Allora non si poteva aiutare, doveva essere un esempio di rigore per tutti. Sono passati solo cinque anni (e sembra un secolo) da quando il 61 per cento della popolazione ellenica ebbe l’ardire di ribellarsi ai sacrifici umani con un referendum il cui risultato venne definito “deplorevole” dalle voci politiche più autorevoli di allora: Draghi, Merkel, il socialista Hollande e il suo ministro dell’economia Macron, Matteo Renzi… Oggi la Grecia diventa invece lo scudo d’Europa, solo perché centinaia di migliaia di persone in fuga dalle guerre e da altri disastri si accalcano ai suoi confini. Bisogna guardarla bene, quella gente, e cessare di far finta di non capire: quella è gente per cui non c’è più posto sul pianeta intero. Anche se per ora nessuno in Europa ha il coraggio di rivendicarlo in modo esplicito – che muoiano affogate, di fame o di polmonite virale poco importa – quel che conta è che si tratta di persone destinate alla soluzione finale. Possiamo ancora salvarle e, così facendo, salvarci con loro?

Media 4.00 su 5
Share


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*