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Apr
08

L’ultimatum di Brunetta sull’Italicum svilito da Berlusconi in penultimatum di Luca Della Monica



“Renzi faccia approvare la nuova legge elettorale alla Camera entro Pasqua o giochi finiti”, ma il Cavaliere lo sconfessa (come accadde con la fiducia al governo Letta)
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Il professor Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia alla Camera – che non manca occasione per onorarel’appellativo di “energumeno tascabile” che gli fu appioppato da Massimo D’Alema – continua a collezionare flop e figuracce, non si sa se per spirito di bandiera, o per conquistarsi i galloni di primo della classe, o perché agisce per conto del Capo, che lo manda allo sbaraglio usandolo come ballon d’essai e poi, sulla base delle reazioni che le sue sortite provocano, lo sostiene o lo sconfessa. Era accaduto in occasione del voto di fiducia al governo Letta: Brunetta, uscendo dalla riunione del gruppo senatoriale dell’allora Pdl, annunciò perentorio che Berlusconi avrebbe annunciato la sfiducia; ma cinque minuti il Cavaliere prese la parola e annunciò il voto a favore della fiducia.
La scena si è ripetuta ieri. Poco prima dell’ora di pranzo Brunetta ha annunciato ai giornalisti l’ultimatum: “La legge elettorale Italicum deve essere approvata anche al Senato entro Pasqua, altrimenti Forza Italia ritira l’appoggio al governo Renzi”. Renzi replica di non essere intenzionato ad accettare ultimatum da nessuno (“e meno che mai da Brunetta”). E Brunetta, baldanzoso, controreplica a sua volta definendolo un giovanotto arrogante, destinato a fare la fine delle bolle di sapone. Ma poche ore più tardi ecco che Silvio Berlusconi fa diffondere una nota in cui si afferma che “Forza Italia non si rimangia alcunché e mantiene dritta la barra in direzione delle necessarie riforme per la modernizzazione del Paese”. Così l’ultimatum di Brunetta è diventato, ancora una volta, un “penultimatum”.

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