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Nov
27

L’urlante furioso di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Il più furioso per il successo di partecipazione alle primarie del centrosinistra non è Berlusconi: è Beppe Grillo. Talmente furioso da apparire delirante. Ecco alcune delle sue invettive: «Questa domenica di novembre, data delle secondarie, terziarie, nullarie del pdmenoelle verrà ricordata come l’ennesimo giorno dei morti della Seconda Repubblica». «Un grottesco viaggio nella pazzia, come nell’opera satirica medioevale la “Nave dei Folli” di Sebastian Brant». «Le primarie dei folli sono un bromuro sociale, un calmante, servono a dare al popolo l’illusione di decidere». «E’ una democrazia che vive di effetti speciali, con le carte truccate dove il banco vince sempre».
Questi oltre 3 milioni di cittadini che sono andati a scegliere liberamente, e pagando anche 2 euro per le spese, chi preferiscono che venga candidato dal centrosinistra come possibile guida del futuro governo hanno fatto letteralmente perdere la testa al comico politico (o, a scelta, politico comico): hanno messo in crisi l’impianto della sua propaganda, fondata sulla negazione ai cittadini, da parte della politica, del diritto di partecipare alle scelte di chi deve amministrare la cosa pubblica.
Gli uomini del centrosinistra si mettono alla prova, si sottopongono al giudizio del proprio elettorato per selezionare democraticamente chi dovrà poi sottoporsi al giudizio dell’intero corpo elettorale. Se poi ciò dovesse indurre anche il Pdl a fare la stessa cosa, Grillo vedrebbe spuntate ancora di più le sue armi, la sua istrionesca demagogia. E questo lo rende nervoso. Forse proprio a lui un po’ di bromuro non farebbe male.

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