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Apr
16

« Ma ce l’hanno una coscienza »


A quello che ormai da anni affligge il mondo del lavoro con le “morti bianche”, un’altra tragedia si sta consumando nel paese, qualcosa che non è mai accaduto da tempo immemore ; di fronte alla crisi ed allo sciacallaggio delle banche e fiscale decine d’imprenditori e gente comune a posto fine alla propria vita.
Drammatico l’articolo dell’indagine della Cgia di Mestre leggi articolo; è un fenomeno innaturale che fa rabbrividire, oltre a essere accompagnato dall’ipocrisia istituzionale tanto politica che tecnica.
Il paese sta vivendo una fase vessatoria, da quando si è installato il governo Monti (sobriamente tecnico), con i soliti e triti ritornelli di vecchia politica, il problema di tutti i mali era ed è l’evasione fiscale e la corruzione, l’endemica malattia italica che ha portato il paese all’orlo del disastro.
Allora si pensava ad una serie di riforme per debellare questo cancro della società, invece per far subito cassa tasse per tutti, strangolando quel poco d’economia che sopravviveva riducendo i consumi al lumicino.
Mentre la pletora d’evasori ha continuato allegramente la sua opera, per dare un contentino al ‘popolo ciuco’ un po’ di spettacolo con vari blitz per l’Italia, ma che poi è stato fine a se stesso ; della vera riforma fiscale non se n’è vista traccia salvo i soliti pannicelli caldi alla vecchia maniera.
Per non parlare poi della metastasi della corruttela e delle ruberie di “denaro pubblico “ , ne sono piene le pagine della cronaca, ma gli autori sono tutti bellamente assisi sui loro scranni percependo prebende e benefit, sbeffeggiando tanto le leggi che gli italiani tutti.
Con l’inizio della Grecia prima e della Spagna poi, la marcia della recessione avanza inesorabile, la ricetta d’ingrassare le già pingui banche strangolando di tasse e tagli il popolo, porta solo e soltanto ala disperazione.
Disperazione che ad alcuni ha fatto commettere l’estremo gesto, ma che nell’intero paese si sta prendendo coscienza di quanto sia lontana la politica dalla realtà sociale, è questa classe di tecnici e politici che sta alimentando con i suoi comportamenti la disaffezione e la ripulsa.
Gli italiani sono stufi dei vari salvatori della patria o di cavalca l’onda del qualunquismo e populismo, il tempo delle favole preelettorali è finito, è ora di un profondo cambiamento e rinnovamento, basta di avere, oltre la crisi, anche il mantenere queste sanguisughe d’ogni specie.

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