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Ago
02

Ma chi sono i “congiurati”? di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Ma come si può accettare, senza batter ciglio e senza farsi sfiorare da un dubbio, il teorema che esiste una “congiura della magistratura” contro Silvio Berlusconi? Parliamo di una magistratura, badate, che comprende nelle aree investigative pubblici ministeri e giudici istruttori – giovani e e meno giovani – dalle più svariate origini sociali, culturali, politiche e geografiche, e nell’area giudicante magistrati di tribunale, di corti d’assise e di corti d’appello con le medesime caratteristiche e, in più, con ancor maggiore maturità professionale, e infine, al vertice, togati di lungo corso e di età avanzata, carichi di saggezza e di equilibrio. Ebbene, come è concepibile che una intera categoria così numerosa e variegata possa coalizzarsi e compattarsi in un diabolico disegno di demolizione di un personaggio come il leader di un partito che riscuote il voto di un terzo degli italiani, al quale – è facile supporlo per la forza delle statistiche – un terzo di quei magistrati ha dato il proprio voto?
Non è concepibile, non c’è logica. Lo sanno anche i dirigenti del suo partito, che però hanno interesse ad affermarlo spregiudicatamente perché senza Berlusconi finirebbero per non contare più nulla. E’ ora che lo comprendano anche quegli italiani i cui interessi personali non sono legati alle sorti del Cavaliere, pur essendone fedeli elettori per adesione ideologica o politica. Ed è ora che questi si chiedano se l’immensa fortuna che Berlusconi ha accumulato in un tempo abbastanza breve, non sia dovuta, oltre che alla sua straordinaria intelligenza imprenditoriale, anche ad azzardate attività speculative che possono averlo fatto scivolare in taluni casi oltre i confini del lecito. E, infine, è ora che si chiedano come mai, quando inchieste e processi hanno investito esponenti di altri partiti, come è accaduto al Pd, questi si sono guardati bene dall’accusare i magistrati di “congiure” e dall’organizzare manifestazioni di protesta. Insomma che si chiedano chi garantisce il rispetto della legalità e chi invece la mette a repentaglio.

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