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Giu
29

Manca solo la tassa sull’aria

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rmai sta raschiando il fondo del barile, e come tutti i governi insulsi che navigano a vela, l’unica strada per far cassa è inventarsi nuovi balzelli anche i più inusitati ; da una mano elargisce pochi spiccioli e con l’altra molto più adunca soffoca i contribuenti.
Adesso, si legge di questa tassa ai “de cujus”, ovviamente a carico degli eredi, per raggranellare qualche spicciolo per le spese del “bestiario parlamentare” ; se avanza qualcosa forse alle istituzioni sociali ; si tratta di un disegno di legge sulla disciplina delle attività funerarie che il Senato sta approvando.
Il testo è firmato da Stefano Vaccari, seguito da numerose sottoscrizioni del gruppo Pd vedi : Francesco Russo, al vicepresidente del Senato Valeria Fedeli, da Sergio Lo Giudice alla renziana Rosa Maria Di Giorgi e dalla Stefania Pezzopane.
Tanto per capirci qualcosa, la prima tassazione sarà quella dell’Iva al 10% sui servizi funebri, che erano esenti, per dare un contentino , ma a fregatura, il costo sarà parzialmente compensato da un’estensione del tetto di detrazione delle spese funebri, ma la fregatura è che vale solo per chi ha capienza per ulteriori detrazioni ; per i contribuenti poveri sarà solo e soltanto una nuova tassa e basta.
Ma la “grassazione fiscale” non finisce qui, c’è anche una seconda tassa prevista per ogni operazione cimiteriale richiesta tumulazione, cremazione e servizi connessi, l’ennesimo prelievo sarà di fissato a 30 euro, ovviamente rivalutato annualmente secondo gli indici Istat del costo della vita.
Poi c’è anche la tassazione indiretta, a completare il nuovo balzellame, Il disegno di legge (sempre dei noti economisti del Pd), prevede l’obbligo per i comuni di destinare il 20% della Tasi incassata ai «cimiteri monumentali» per la gestione dei loro costi, che la stessa legge fa aumentare.
Giusto una precisazione per tale balzello indiretto; ad oggi l’obbligo non c’è, e la definizione di cimitero monumentale è ovvia in gran parte del paese visto che esistono cimiteri che hanno origini almeno ottocentesche ; ergo la quota di Tasi imposta ai bilanci dei Comuni comporterà di aumentare le aliquote esistenti per avere le risorse imposte dalla legge.
IL tutto, sempre sotto il fumus politichese, adducendo la moralizzazione del settore funebre, lotta all’evasione fiscale, razionalizzazione, e per le imprese di pompe funebri la ristrutturazione.
In effetti per favorire l’occupazione cosa c’è di meglio di ridurre il numero degli attuali operatori a circa la metà, sopprimendo le piccole imprese esistenti nel paese, decisamente sono dei maghi dell’economia “funebre”.

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