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Apr
02

Mandateli tutti a casa di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Anche questa volta Giorgio Napolitano è riuscito a mettere tutti d’accordo. Ma nell’essere scontenti. Forse solo la Lega fa eccezione, mostrando pochi dubbi sulla “soluzione olandese” adottata dal capo dello Stato dopo l’avocazione a sé delle consultazioni per la formazione del governo e la successiva rituale pausa notturna di riflessione. Per il resto, la nomina dei 10 “saggi”, scelti secondo una sorta di manuale Cencelli rigorosamente al maschile, viene guardata con una serie di perplessità di vario calibro, fatte di diffidenza, sospetto, scetticismo, sufficienza, e addirittura di ironia. Persino il Grillo gracchiante, che in un primo momento si era detto soddisfatto, arrivando ad appropriarsi del merito della singolare decisione di Napolitano, ha poco dopo incaricato i suoi portavoce (sia quello ufficiale che quello ufficioso) di prenderne le distanze e marchiando infine lui stesso i “dieci” come “badanti di cui non c’è bisogno”.
Mentre sono comprensibili i dubbi di chi ha votato per le tre coalizioni – centrosinistra, centrodestra, e centro montiano – riprodotte nelle due commissioni di “saggi”, saremmo curiosi di conoscere le intime reazioni di coloro che hanno dato fiducia al movimento Cinquestelle, sottoscrivendo con il loro voto lo slogan “mandiamoli tutti a casa”. Il risultato del rifiuto dei loro eletti a sostenere il cambiamento che comunque Bersani e Vendola hanno proposto – e già realizzato in notevole misura con le primarie, con il cambiamento del 60 per cento dei loro gruppi parlamentari, con l’elezione ai vertici del parlamento di due persone nuove alla politica come Grasso e Boldrini – ha portato finora a due risultati: il prolungamento a tempo indeterminato della permanenza a Palazzo Chigi del governo (dimissionario) di Monti e l’affidamento, ad alcune personalità della vituperata “vecchia politica”, del compito di mettere d’accordo a tutti i costi i partiti-meno-5S per formare un governo.
Nei loro panni prenderei in considerazione l’ipotesi di mandarli davvero tutti a casa: Crimi, Roberta Lombardi, Casaleggio e Grillo. Il quale di case ne ha tante, grandi, vista mare e ben arredate.

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