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Giu
22

Medicina difensiva di Moisè Asta


ORA DI PUNTA


“Quello delle denunce nei confronti dei medici è un problema scottante. I professionisti hanno bisogno di lavorare senza l’incubo della ritorsione giuridica e i pazienti hanno bisogno di sapere che la medicina può essere dannosa anche quando viene fatta con le migliori intenzioni e con i migliori mezzi e che non sempre è possibile diagnosticare né curare tutto”. E’ la tesi di Lisa Canitano, medico e presidente dell’associazione “Vita di Donna” preposta alla tutela della salute femminile; una tesi che appare scontata, addirittura futile, ed invece assume un’importanza notevole se inquadrata nel fenomeno cosiddetto “della medicina difensiva” contemplata nel “Decretone sanità” che il ministro Renato Balduzzi, avendolo già lungament6o discusso con i sindacati, dovrebbe portare, nella prossima settimana, al vaglio del Consiglio dei ministri.

La normativa progettata, nei fatti, sancisce regole nuove sulla responsabilità professionale del medico oltre che tabelle di riferimento relative ai risarcimenti e la possibilità di ricorrere contro i medici solo nei casi di colpa grave o dolo. E’ una prima, giusta, risposta a quegli studi legali (e non sono pochi!) che, pubblicizzando la propria attività, invitano, chi si ritiene vittima di malasanità, ad adire le vie giudiziarie per “rimediare” anche ingentissime somme a ristoro dei pretesi danni lamentati. Un vero fenomeno speculativo che rischia,ovviamente, pure di moltiplicare la spesa sanitaria indebolendone il delicato settore.
Il segretario della Cgil Medici, Masssimo Cozza, intanto, propone la creazione di un fondo di solidarietà da utilizzare per i maxi-risarcimenti: ha, di certo la sua importanza, siffatta soluzione ma, forse, sarebbe anche molto meglio accogliere l’altra sua proposta che riguarda l’istituzione di un “Albo dei periti”. Sarebbero pure più tranquilli e garantiti quelli che usufruiscono delle prestazioni sanitarie.

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