«

»

Apr
24

« Memoria corta »

T


ra le tante bestialità in rete ho letto qualcosa per rinfrescare la memoria:
“ Ecco come eravamo… Nel fine ‘800 e inizi ‘900 gli italiani erano considerati peggio dei “negri”. Ci sono testimonianze nei quotidiani dell’epoca dove il dipartimento di polizia e della sanità consideravano i nostri antichi connazionali come sporchi, infettivi e delinquenti… tutto ancora documentato. Ma come disse un vecchio e caro amico mio “il mondo gira” e cosi abbiamo dimenticato”.
Poi su Facebook :
DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE HANNO MEMORIA CORTA
«Generalmente sono di piccola statura e di pelle scura. Molti puzzano perché tengono lo stesso vestito per settimane. Si costruiscono baracche nelle periferie. Quando riescono ad avvicinarsi al centro affittano a caro prezzo appartamenti fatiscenti. Si presentano in 2 e cercano una stanza con uso cucina. Dopo pochi giorni diventano 4, 6, 10. Parlano lingue incomprensibili, forse dialetti. Molti bambini vengono utilizzati per chiedere l’elemosina; spesso davanti alle chiese donne e uomini anziani invocano pietà, con toni lamentosi e petulanti. Fanno molti figli che faticano a mantenere e sono assai uniti tra di loro. Dicono che siano dediti al furto e, se ostacolati, violenti. Le nostre donne li evitano sia perché poco attraenti e selvatici, sia perché è voce diffusa di stupri consumati quando le donne tornano dal lavoro. I governanti hanno aperto troppo gli ingressi alle frontiere ma, soprattutto, non hanno saputo selezionare tra coloro che entrano nel paese per lavorare e quelli che pensano di vivere di espedienti o, addirittura, di attività criminali».
Dalla relazione dell’Ispettorato per l’immigrazione del Congresso degli Stati Uniti sugli immigrati italiani, ottobre 1919. “
A quanto pare non sono pochi a berciare bestialità, tanto nei comuni cittadini che nell’anonimato dei network danno sfogo alla loro pochezza umana, quanto ai politici per raccattare voti sono la parte peggiore dell’Italia.
Il problema dei migranti è enorme, un vero e proprio esodo biblico, gente schiavizzata trattata come bestie che paga anche con la vita un sogno di libertà e di una vita diversa.
Scrive Luca Rigamonti:
“L’emigrazione di massa – Dal 1876 al 1915 furono ben 14 milioni gli italiani che, armati solo di speranza e di una valigia di cartone, lasciarono tutto per cercare fortuna altrove. E se per i primi 10 anni il viaggio era più semplice, perché la destinazione preferita era l’Europa, a partire dal 1886 gli italiani cominciarono a imbarcarsi per raggiungere l’America: nei quarant’anni dell’emigrazione di massa, 7 milioni e 600mila italiani attraversarono l’Atlantico diretti inizialmente in Argentina e poi anche in Brasile e Stati Uniti.
I vascelli della morte – La traversata avveniva, se possibile, in condizioni addirittura peggiori di quelle che oggi si riscontrano quotidianamente sulle barchette che partono dalla Libia dirette verso Lampedusa: secondo il Museo nazionale dell’emigrazione italiana, “al trasporto dei migranti sono assegnate le carrette del mare, con in media 23 anni di navigazione. Si tratta di piroscafi in disarmo, chiamati ‘vascelli della morte’, che non potevano contenere più di 700 persone, ma ne caricavano più di 1.000, che partivano senza la certezza di arrivare a destinazione”.
Sarebbe il caso di rinfrescare la memoria prima di parlare a vuoto.

Media 3.50 su 5


1 commento

No ping yet

  1. Avatar
    Cesare scrive:

    Ci sono tante differenze tra gli italiani che emigravano e i clandestini, che nessuno chiama, che arrivano sulle nostre coste. Una sola: l’Italia era poverissima e senza materie prime. Gli africani sono ricchissimi. L’Africa galleggia su un mare di materie prime. Se i loro capi si fregano tutto, che colpa ne abbiamo? Il Mali esporta ogni anno più di 55 tons d’oro, il ricavato? Il Gabon esporta petrolio, insieme al Ciad, e i ricavati? Noi che esportavamo? MISERIA! La prego non mi rinfreschi la memoria che di PVS li conosco abbastanza.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*