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Gen
28

Memorie e bugie

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Ci ho pensato un po prima di scrivere questo post perchè l’argomento o gli argomenti meriterebbero forse un discorso più approfondito, ma ci proverò comunque. Ieri 27 Gennaio era il giorno della Memoria, quella Memoria, la Memoria, di quel periodo dove tante, molte, troppe persone sono state eliminate dalla follia umana. Il mondo è cambiato da allora sicuramente nel bene, ma noi del XXI secolo vogliamo ancora ricordare quei giorni affinchè siano da monito per tutte le generazioni, presenti, passate e future. Noto però con stupore che il ricordo di quei giorni difficili e tristi venga sempre di più strumentalizzato in un modo troppo “vistoso”, troppo ridondante, che niente ha a che fare con il silenzio e la riflessione. Di memorie nei secoli ce ne sarebbero tante da ricordare al pari e forse più delle epurazioni tedesche, ottimamente riassunte nel “Il libro nero dell’umanità”, edito da Ponte alle Grazie nella traduzione di Massimiliano Manganelli e Valentina Sichenze, opera di Matthew White, bibliotecario della Virginia che è un trattato di “atrocitologia”, termine coniato dallo stesso autore. E ne racconta i peggiori, i più cruenti. A partire dal più grande in assoluto che, secondo White, è la Seconda Guerra Mondiale (1939-1945), con 66 milioni di vittime: di queste 42 sono ascrivibili alla responsabilità di Adolf Hitler, compresi i 6 milioni di ebrei massacrati nella Shoah. A seguire i 40 milioni di vittime provocati da Gengis Khan (1206-1227) e le lotte di Mao Zedong(1949-1976). Saltando un po’ di posizioni troviamo Stalin, al settimo posto, responsabile di 20 milioni di morti.
Per quanto riguarda le guerre a sfondo religioso, è quella seguita alla rivolta anti-imperiale di Taiping (1850-1864) guidata da Hong Xiuquan, autoproclamatosi fratello minore di Gesù: 20 milioni di omicidi durante tale repressione, circa tre volte quelle prodotte dalla Guerra dei Trent’anni (1618-1648) fra protestanti e cattolici.
Impossibile parlare di tutte, ovvio. Occorrerebbe citare altre fonti, ma i numeri cambiano e non possono avere valenza storica. Non possiamo però trascurare i 70 milioni di morti tra i nativi dell’America Latina e quelli del Nordamerica. Né tantomeno l’Olocausto Ucraino l’Holodomor, il cui numero esatto di vittime rimane sconosciuto, ma si potrebbe aggirare tra i 2 ed i 10 milioni. Cifre approssimative? Sì, probabile. Eppure potremmo anche sbagliarle, ma mai, mai scordare che ci siano state. (Fonte Libero Viaggi).
Eppure anche ieri la sagra delle banalità di qualche politico nostrale è piovuta come acqua di questi freddi giorni di Gennaio, tanto che hanno accomunato l’olocausto ai problemi degli immigrati e dei rom odierni, che stanziano in un paese dove l’accoglienza è oramai al limite. Biechi e volgari accostamenti di cattivo gusto solo per lavarsi le coscienze di fronte a un problema che sarà destinato a generare proprio per la vigliaccheria di non averlo affrontato in tempo e lasciando il tutto ad una giustizia sommaria del popolo che alla fine “farà da se”. La memoria o le memorie dovrebbero essere ricordate tutti i giorni per non commettere i soliti errori. Pensate che nel futuro non verranno più perpetrati massacri o eccidi? Vedendo la poca lungimiranza umanitaria dei governanti di tutto il mondo credo di no, ma intanto, per farci più “umani e compassionevoli” continueremo a ricordare e a scordare il giorno dopo.

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