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Dic
14

Mezzogiorno di fuoco


Difficile evitare un commento sui recenti fatti accaduti in città. Meno difficile è essere retorici, analizzando i fatti, riflettendo, cercando di capire in quale direzione stiamo andando. In un giorno di ordinaria follia di un cittadino italiano sono stati uccisi due uomini senegalesi, uno è grave (al momento) e uno è ferito. Cronaca nera che difficile tocchi Firenze, ma che evidentemente sta facendosi largo tra le trame della nostra piccola città, come lo ha già fatto in altri paesi del sud già luogo di scontri sociali. La risposta più ovvia l’ha data la politica stessa con il solito “condanniamo il gesto” subito seguito dall’analisi della personalità del killer che suo malgrado è riuscito a farsi giustizia da solo suicidandosi poco dopo. Condannare, capire? Credo che un analisi vada fatta a monte partendo proprio dalle parole dei politici i quali si limitano ad un “condanniamo” ma non si pongono il problema del perchè si arriva a questi punti. Condanniamo il gesto significa anche condannarsi ad una troppa lascività nei confronti di chi decide di venire a “vivere” nel nostro paese ma non a lavorare e stabilirsi regolarmente con tutti i crismi del caso. Troppe sono le diversità di trattamenti tra chi è nato, vive e lavora in questo paese e chi invece viene qui con la speranza di trovare la terra promessa. 550 euro di pensione solo perchè si è extracomunitari non vanno bene nei confronti di chi percepisce la stessa pensione pur avendo dato il sudore ed il sangue per questo paese. La gente sta iniziando a stufarsi e a gran voce chiede equità, quella stessa equità negata dalle retoriche parole di “condanniamo il gesto”. Cari politici, tutti!, leghisti compresi, condannare il gesto significa prendere coscienza di tutto ciò, prendere coscienza che quando un treno è pieno, colmo, basta una piccola scintilla di disagio per far scoppiare una rissa che poi sfocia inevitabilmente nel sangue. A Firenze non c’è semaforo o bar dove trovi una persona a vendere oggetti, accanto magari a quel negozio dove per mettere un insegna, pagare il suolo pubblico, o non mettere a norma un interrutore, paghi gabelle esose per poi venir eventualmente sanzionata pesantemente dal controllo dell’autorità. E’ vero abbiamo bisogno di mano d’opera e forza lavoro, ma chiedere l’elemosina al semaforo non è una forza lavoro. Gli stessi ex-extracomunitari che oggi vivono regolarmente e dignitosamente nel nostro paese si stupiscono perchè le istituzioni accettino questo stato di cose, vigliaccamente inermi di fronte a un problema che sfocierà in un autentico far west se chi preposto non prende provvedimenti. Tutti abbiamo un esigenza di “spazio” e sopratutto un esigenza di aiuto. L’epoca del “volemosi bene” non è più accettabile in un paese dove i primi discriminati sono i cittadini stessi. Dico cittadini riferendomi a chi in questo paese vive, lavora, studia, paga le tasse e si rende fiero di lavorare sul suolo italico indipendentemente dalla provenienza. Fatti come quello di ieri rappresentano solo l’inizio, in un paese dove la convivenza tra persone e NON tra razze sfoci in un qualcosa di brutto che va subito regolamentato con scelte difficili ma necessarie evitando di “condannare il gesto”, perchè l’unico gesto che va condannato è quello dell’indifferenza dei politici di fronte a un problema in forte espansione.

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