«

»

Gen
07

MIRACOLO A PIACENZA di Ennio Simeone


ORA DI PUNTA


Ci sono eventi del tutto estranei alla politica che nella politica possono segnare una svolta positiva. Accadde il 14 luglio del 1948, quando, nello stesso giorno, Palmiro Togliatti fu ferito gravemente da un oscuro sicario, Antonio Pallante, che gli sparò mentre a piedi andava a Montecitorio (allora scorte non ce n’erano) e Gino Bartali vinse il Giro di Francia. L’attentato al capo del Partito comunista fu interpretato come il segnale di un attacco a tutta la sinistra e la reazione nei luoghi di lavoro e nelle piazze che ribollivano di proteste e di sdegno fu immediata e violenta. A poco sarebbe valso forse l’appello alla non violenza lanciato da Togliatti dal letto dell’ospedale, ancora in pericolo di vita, se contemporaneamente la radio non avesse diffuso la voce del telecronista Mario Ferretti che raccontava la galoppata trionfale di Bartali al Tour de France. Le tensioni si sciolsero in una ritrovata pacificazione attorno a valori di unità nazionale tanto diversi ma tanto sentiti.
E’ un ricordo al quale non si poteva sfuggire di fronte al coro di auguri arrivati in queste ore al capezzale di Pierluigi Bersani e in particolare alle parole che due esponenti del fronte opposto, Silvio Berlusconi e Beppe Grillo, gli hanno rivolto: “Avversario leale”, lo ha definito il Cavaliere; “Bersani ha avuto un pregio, quello di apparire umano, un grande pregio in un mondo di politici artefatti”, ha scritto il comico genovese. Non ci sembrano parole di circostanza; riteniamo che siano sincere perché fedeli a quello che realmente è Pierluigi Bersani. Possono essere il preludio a un cambiamento di stile nella politica italiana? Abbiamo il dovere di sperarlo.

Media 4.00 su 5


Lascia un commento

Il tuo indirizzo mail non sarà pubblicato!


*