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Gen
23

Modello Giuditta

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Premetto che non sono molto bravo per un’attenta analisi delle norme per l’elezione di un parlamento. Sento parlare molto spesso di “modello spagnolo, tedesco, francese” e così via. Ispirarsi a modelli già “funzionanti” in altri paesi non è poi così denigrante se, e sottolineo SE, veramente funzionano. E’ altresì vero che cosi non possiamo andare avanti, sempre ostaggi di qualche isterismo di persone che hanno una valenza pari allo zero virgola. Le elezioni di Febbraio hanno sancito tre grandi movimenti politici espressi dagli italiani: il PD, il M5S e FI (ex PDL). Fare i conti senza considerare queste tre realtà mi sembra stupido e offensivo sopratutto per i milioni di italiani che hanno dato la loro preferenza. Che poi possano piacere o meno i loro leader questa è un’altra questione. Non possiamo però neanche fare finta del fenomeno Lega ad esempio, perchè come ben sappiamo non ha una grossa percentuale su tutta la penisola ma è fortemente radicata nelle regioni del nord. Statisticamente abbiamo tutti i numeri per formare una legge elettorale che rispecchi un pò la volontà degli italiani i quali, anche se in diminuzione per un senso di disgusto nei confronti della politica, hanno sempre fornito dei dati significativi. Oggi chi vince dovrebbe governare senza se e senza ma, senza essere preso per il collo da una losca figura che ha una valenza pari allo zero e sopratutto, evitare le migrazioni da uno schieramento all’altro come rondini alla ricerca dalla primavera. Chi vince si assuma oneri e onori come lo è per tutte le grandi aziende. I compromessi ci hanno portato ad oggi, a quelli che siamo oggi, un ibrido di nazione e stato talmente inconcludenti che nessuno ha intenzione di fare qualcosa pur di non perdere il posto. Chi vince governa che ci piaccia o no. Il resto: A CASA!!!!!!!!! a lavorare, a fare quello che gli pare, ma non con la pelle degli italiani.

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